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Autore Andrea Caramanna :: 2 Dicembre 2020

Nel saggio video di Piero Basso la fotografia di Roby Müller è focalizzata sui colori che diventano i veri personaggi dei film, come in Il cielo sopra Berlino, L'amico americano o Daunbailò

Il cielo sopra Berlino

Nel saggio video di Piero Basso, direttore della fotografia, la fotografia di Roby Müller è focalizzata sui colori che diventano i veri personaggi dei film, come in Il cielo sopra Berlino, L'amico americano o Daunbailò.

In particolare è il bianco e nero a essere privilegiato rispetto al colore come scelta cromatica in grado di caratterizzare fortemente alcune opere in senso più realistico, basti pensare a Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders e a Daunbailò di Jim Jarmusch.

Ma, ancor di più per Müller il colore è utilizzato per amplificare uno schema percettivo che riguarda i personaggi e le le relazioni fra loro. Come in L'amico americano, dove il rosso indica sempre la dimensione affettiva dei personaggi, e quando il colore rosso manca, ci troviamo di fronte a personaggi in situazioni di isolamento e separazione. E in questo caso i colori prevalenti sono i verdi, quelli soprattutto di ambienti che sono anche più oppressivi o claustrofobici come i tunnel, le luci artificiali.

In altri casi, come in Paris, Texas appaiono costantemente i colori bianco, blu e rosso, che richiamano la bandiera americana.

 

 

Scheda su Piero Basso
Nato e cresciuto nel nord Italia, Piero Basso ha studiato Cinema e Arte all'Università di Torino. Si è laureato con lode con una tesi sulle opere di David Lynch, sapendo che la cinematografia sarebbe stata la sua ultima ricerca.
Piero ha iniziato a costruire una carriera come direttore della fotografia specializzandosi anche come operatore Steadicam. Ha costruito i suoi primi anni collaborando con alcuni dei registi più talentuosi della sua generazione, tra cui Gianluca e Massimiliano de Serio e Susanna Nicchiarelli.
Nel 2008 si trasferisce negli Stati Uniti d'America, a New York, dove vive ancora oggi, pur mantenendo un forte legame professionale con l'Europa e l'Italia. Nel 2009, dopo essere stato invitato ad aderire all'AIC (Associazione Italiana Cinematografi), è stato in concorso al 29° Festival di Torino con Santina diretto da Gioberto Pignatelli, e nel 2011 è stato direttore della fotografia per Sette Opere di Misericordia, lungometraggio d'esordio per Gianluca e Massimiliano de Serio, presentato in Concorso al 64° Festival di Locarno.
Gli anni seguenti lo hanno visto principalmente attivo negli USA girando, tra gli altri, Somewhere in the Middle di Lanre Olabisi, Imagine I'm Beautiful di Meredith Edwards e American Genius di Rick Lopez per National Geographic. Nel 2014 Piero torna in Italia per presentare il primo lungometraggio di Sebastiano Riso Più Buio di Mezzanotte, in anteprima mondiale alla Semaine of the Critique durante il 67° Festival di Cannes dell'anno successivo.
Negli ultimi anni Piero è stato attivo su più fronti. Ha girato un lungometraggio non ancora uscito in Etiopia con team creativi e talenti locali, mentre lavorava anche a The Independents con il regista Greg Naughton, Teresa Costantini in Here and Now, Marco Risi a L'Aquila Grandi Speranze, in prossima proiezione serie televisive all'indomani del terremoto del 2009.
Ha collaborato nuovamente con Sebastiano Riso per Una Famiglia, in concorso alla 74. Mostra del Cinema di Venezia, e ha lavorato per la prima volta con Federico Bondi a Dafne, presentato nella Sezione Panorama al 69° Festival di Berlino e vincitore del Premio Fipresci come Miglior lungometraggio della sezione.
Negli Stati Uniti ha recentemente lavorato con il regista Robert Jury in Working Man, il suo 16° grande credito tra cinema e televisione.
Nel 2018 è diventato presidente del Cinematography Programme per la New York Film Academy, al New York Campus.

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