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Autore Simona Carradori :: 9 Settembre 2016

Quando si parla di messaggi subliminali la prima cosa che viene in mente è la famosa scritta "Buy Pop-corn" dei cinema americani. In realtà i fotogrammi dei film nascondono tutt'altro: dai significati nascosti di un'opera agli omaggi ad altri registi

They Live

Quello dei messaggi subliminali è un fenomeno che è riuscito ad affascinare il pubblico per moltissimi anni, tanto da far nascere nella gente la convinzione - di stampo cospirazionista - secondo la quale registi e case di produzione fossero parte di un progetto su larga scala volto ad attuare un vero e proprio lavaggio del cervello sugli spettatori ignari, che venivano volontariamente spinti ad acquistare determinati prodotti o a comportarsi in un dato modo. Insomma una sorta di zombie controllati inconsciamente dai poteri forti come avviene in Essi Vivono, il celebre film di John Carpenter che si basa proprio sul condizionamento mentale propagato mediante ordini nascosti in cartelloni pubblicitari, show televisivi e qualsiasi prodotto di consumo.

Il concetto alla base dei messaggi subliminali è piuttosto semplice, e si rifà sostanzialmente al principio fisico grazie al quale può esistere la cinematografia, ossia il "fenomeno phi", ipotizzato dallo psicologo Wertheimer in risposta alle teorie - dimostrate poi infondate - sulla persistenza retinica di Joseph Plateau nel 1829.

In sostanza l'occhio non funzionerebbe come una cinepresa in grado di riprodurre i vari frame uno dopo l'altro, ma sarebbe in grado di trattenere per una frazione di secondo l'immagine appena vista, che andrà a sovrapporsi alla successiva creando una continuità di movimento che rende impercettibile lo spazio tra un fotogramma e l'altro. Secondo questa concezione, il messaggio subliminale pur non captato consciamente dal pubblico, andrebbe a registrarsi comunque a livello inconscio, grazie appunto al trattenimento di quel dato frame senza che lo spettatore se ne accorga.

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Un concetto davvero affascinante, che nonostante l'assenza di prove scientifiche riguardo la sua efficacia, continua ancora oggi a generare paranoia e falsi miti sul condizionamento mentale, forse perché in moltissimi film i messaggi subliminali esistono davvero, anche se con scopi e significati differenti. Ad esempio un regista può voler inserire qualche easter egg per i fan più attenti ed incalliti che rimandino ad altri titoli della sua filmografia o siano omaggi ad altri cult che lo hanno ispirato. O ancora, messaggi nascosti che guidino lo spettatore verso il significato intrinseco della pellicola. Mini spoiler che facciano capire in anticipo qualcosa che sarà svelato nel finale o semplici elementi rafforzativi della trama.

Non vi è chiaro? Ecco qualche messaggio subliminale usato realmente nei film:

The Ring
Nel film di Verbinski appare più volte - tra un fotogramma e l'altro - il caratteristico cerchio di luce che scopriremo essere il pozzo chiuso visto nella prospettiva di Samara, la bambina al suo interno. Il cerchio che dà il nome alla pellicola e che appare nella locandina, oltre che nei disegni frenetici del figlio della protagonista. Insomma, una sorta di metatesto che vediamo ripetersi continuamente per creare una connessione tra il pubblico e il film, un modo alternativo ed originale per dire alla platea: "ormai avete guardato la cassetta, lo vedrete ovunque!".

Cloverfield
Non sarà sfuggita a nessuno la somiglianza tra la creatura del film Cloverfield e quelle dei monster movie di culto da cui trae ispirazione. Non è sfuggita nemmeno al regista Matt Reeves, che ha pensato di omaggiare i suoi predecessori inserendo nel suo lungometraggio dei fotogrammi tratti proprio da alcuni dei titoli in questione. Reeves sfrutta l'instabilità della traccia video amatoriale (Il film è un mockumentary) per creare dei glitch che mostrano i classici Them! (1954), The Beast from 20,000 Fathoms (1953) e King Kong (1933).

The Shining
Qualche anno dopo il primo allunaggio, avvenuto il 20 luglio del 1969 ad opera degli astronauti Buzz Aldrin e Neil Armstrong nella missione Apollo, hanno iniziato a diffondersi delle teorie complottistiche secondo le quali le immagini dello sbarco sulla luna fossero state in realtà fittizie, e realizzate in segreto dalla NASA con l'aiuto di Stanley Kubrick. Ovviamente non esistono prove che confermino questa teoria, ma inspiegabilmente - forse per cogliere la palla al balzo facendo letteralmente impazzire i suoi fan - il regista ha iniziato a inserire messaggi subliminali nei suoi film, in particolare Shining, in cui si possono cogliere parecchi riferimenti alla teoria del falso allunaggio. Uno dei più palesi ed evidenti è il maglione del bambino protagonista, che raffigura un missile con su scritto proprio "Apollo 11 - USA".

I predatori dell'arca perduta
Il celebre film di Steven Spielberg - primo di una lunga serie che andrà a dar vita a una delle tetralogie cinematografiche più famose di sempre - nasconde un chiaro omaggio ad un'altra saga che ha fatto la storia del cinema fantascientifico. Il fatto che I predatori dell'arca perduta sia stato sceneggiato anche da George Lucas vi dice niente? Se la risposta è negativa, sappiate che nella scena della grotta egizia - nascoste tra i geroglifici sullo sfondo - compaiono le sagome dei droidi R2-D2 e C-3PO, evidente omaggio alla saga di Star Wars.  

L'esorcista
Il capolavoro di William Friedkin è famoso anche per il suo terrificante messaggio subliminale, che nonostante sia ormai conosciutissimo tra cinefili e non, riesce ancora a dare i brividi durante la visione. Nel corso del film appare più volte un flash che mostra il volto di Pazuzu - il demone che possiede Reagan - ma il fotogramma è così veloce che difficilmente viene percepito alla prima visione. È necessario mettere il film in pausa o rallentarlo per osservare in modo nitido la figura demoniaca, che potete vedere nell'immagine sottostante. Un esempio di messaggio subliminale volto al rafforzamento dell'ansia e della paura nello spettatore, che nel momento in cui si accorge del fotogramma incriminato - statene certi - non riuscirà a toglierselo dalla testa, come testimoniano i numerosi casi di paranoia avvenuti dopo la prima proiezione del film.  

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