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Autore Sandra Martone :: 24 Settembre 2014

"Gotham" è viaggio nel tempo mascherato da poliziesco, un'operazione furbissima dedicata esclusivamente agli amanti dei comics

il logo della serie "Gotham"

Esattamente un anno fa il network americano Fox aveva annunciato che una serie televisiva su Batman era in cantiere: a 12 mesi dalla notizia, e dopo un’infinità di anticipazioni e spoiler, lo scorso 22 settembre, finalmente, Gotham è andata in onda negli Stati Uniti e sono stati oltre otto milioni gli spettatori di quello che, data l’attesa, è stato senza dubbio l’evento mainstream più atteso del piccolo schermo.

Gli ingredienti ci sono tutti: un genere amatissimo dal pubblico come il crime, un super eroe che in questi tempi di cine comic mania non poteva che attirare l’attenzione, specialmente perché Batman è forse l’uomo mascherato più amato dal pubblico anche grazie alle trasposizioni della sua vita dirette per il grande schermo da registi del calibro di Tim Burton e Christopher Nolan, e un plot che promette di svelare le origini dei villain e quindi di colmare la curiosità morbosa e le lacune narrative dei fan dell’uomo pipistrello.

Gotham City: il giovanissimo commissario Jim Gordon (Ben McKenzie) è da poco arrivato in una delle città con più alto tasso di criminalità degli Stati Uniti e si ritrova immediatamente a dover risolvere lo spinoso caso dell’omicidio di Thomas e Martha Wayne che ha reso orfano il piccolo Bruce (David Mazouze) con il quale Gordon instaura subito un rapporto empatico. Le indagini portano fin troppo facilmente a una risoluzione del caso, anche se, in una città come Gotham City, niente è come sembra e Gordon scoprirà presto che anche la polizia, e il suo partner Harvey (Donal Logue), è influenzata nel suo operato da potenti boss come Falcone o la splendida Big Fish (Jada Pinkett Smith).

Un incipit molto simile a quello di altre serie televisive di genere apre la prima stagione di Gotham forte non tanto della sua narrazione didascalica e dell’ambientazione dark e metropolitana, quanto della presenza (in molti casi anche forzata) di personaggi già noti ai fruitori di Batman: fin dal pilot, infatti, viene sottolineato che i veri protagonisti della serie non sono né Bruce Wayne né tantomeno l’incorruttibile e giovanissimo Gordon quanto i cattivi che da sempre rendono invivibile la città immaginaria dove lo show tv è ambientato e che, in un futuro remoto, saranno tutti sconfitti dal super eroe mascherato.

Gotham è un viaggio nel tempo vestito da poliziesco nel quale scorre una serie di personaggi: Cat Woman, Ivy Pepper, Pinguino, Falcone, Nygma sono tutti presenti, in ordine sparso, all’appello al quale si aggiunge l’inedita Big Fish.

La story line principale di Gotham, in arrivo sul palinsesto di Italia 1 a partire dal prossimo 12 ottobre, verterà sicuramente sulla ricerca degli assassini della madre e del padre di Bruce Wayne ma anche sul rapporto tra il bambino e Gordon. Niente di nuovo, quindi, sotto il cielo della serialità televisiva in questo lavoro che è solo, come prevedibile, un’operazione furbissima che sfrutta con sapienza la notorietà di un super eroe per accalappiare un pubblico stanco del solito action crime, attraverso un racconto figlio legittimo di tale genere che se avesse avuto un titolo diverso e personaggi con altri nomi, non avrebbe di certo ottenuto il medesimo successo.

Trailer di Gotham serie tv evento dell'autunno

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