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Autore Andrea Caramanna :: 15 Settembre 2016

Dopo le sterili polemiche fra critici, giornalisti e quant'altro, un film di Lav Diaz, "Figli dell'Uragano" si potrà vedere da oggi in sala e in streaming

Lav Diaz

In questi giorni su facebook era un continuo botta e risposta tra vari commenti sul destino del film vincitore del Leone d'Oro al Festival di Venezia di quest'anno.

The Woman Who Left  è troppo lungo (aridaglie co sto "lungo"), qualcuno ha detto, come al solito rimarrà un film da festival e basta.

Ma quando Enrico Vanzina dalle pagine de La Stampa si è permesso di dire che la scelta di quest'anno non aiuta la fruizione del cinema, è cascato il cielo... 

E perfino Leonardo Pieraccioni è intervenuto su Dagospia, dicendo che un film come quello di Diaz ce lo saremmo presto dimenticato (detto in parole più gentili rispetto al regista attore).

Perfino le assurdità sulla proiezione in Sala Darsena evacuata è stata una menzogna piuttosto misera, ma francamente sembra che davvero non si possa risalire a comprendere tanto astio nei confronti del film vincitore, il cui regista è stato già premiato tante volte e non è neanche il primo arrivato.

Vanzina, tuttavia, ha detto semplicemente quello che è vero. Al 95 per cento del pubblico tradizionale non fregherà mai nulla di un film filippino di più di tre ore, per giunta con il canone estetico che lo caratterizza.

Sarebbe come costringere qualcuno a sorbirsi una mostra di arte contemporanea, da chi a stento conosce la Gioconda...

Dobbiamo smetterla con le opinioni e pensare ai dati di fatto. E il dato di fatto è che in questi anni il pubblico ha diminuito la sua capacità di distinguere un film buono da uno cattivo. Non poteva che esser così. Semplicemente abbiamo un pubblico che non effettua delle scelte più coraggiose, ma preferisce di solito andarsi a riposare con il solito film tradizionale. Questo purtroppo oggi riguarda anche gli addetti ai lavori, i giornalisti che si addormentano alle proiezioni o le schivano quando devono correre a cena... di fronte a film un pochino più impegnativi scappano. 

Allora vi diciamo, carissimi addetti ai lavori, fate pure le vostre scelte nel corso del festival, ma non rendetevi ridicoli, se non riuscite neanche a sostenere la visione di un cinema prezioso come quello di Lav Diaz... Significa che dovete fare altro, non è il vostro mestiere! (Che dovrebbe essere quello di sostenere il buon cinema).

Sono due modi di concepire l'arte cinematografica, quella di puro intrattenimento e consumo, e quella di affinità con l'espressione artistica attraverso lo strumento cinema.

Ma per chiudere il discorso, i film godeteveli in tutte le forme di visioni, e soprattutto usiamo la tecnologia per vedere tanti film, smettendola di considerare le sale cinematografiche come il centro di tutto!

The Woman Who Left  non arriverà in tante sale (o meglio forse in nessuna) ed è giusto così, perché gli esercenti non potranno spacciare un prodotto (Leone d'Oro) quando sanno che il loro pubblico poi non gradirà... Giustissimo che gli esercenti facciano le loro scelte secondo i loro interessi.

Ma oltre alla sale il film potremo vederlo in streaming... è giusto così... per il bene del cinema.

Intanto un altro film di Diaz, Figli dell'Uragano, è da oggi già visibile sul sito della produzione e in alcune sale.

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