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Autore Simona Carradori :: 16 Ottobre 2016

Parla Thomas DeGorter, che ha affiancato il compositore Ramin Djawadi nella realizzazione della splendida colonna sonora di "Westworld", dalle musiche originali agli adattamenti di pezzi celebri, come Paint It Black dei "Rolling Stones"

Westworld

Westworld è senza ombra di dubbio la serie TV che più di tutte le altre nuove proposte è riuscita ad attirare l'attenzione del pubblico e della stampa. Innanzitutto per il concept intrigante, che pur essendo basato su un lungometraggio del 1973 si è dimostrato fresco e capace di integrare nella narrazione temi incredibilmente attuali - come l'evoluzione di una tecnologia sempre più in grado di sostituire l'uomo - e riflessioni senza tempo sul ruolo di Dio e il senso stesso dell'esistenza umana.

Anche la scelta di un ottimo cast - con nomi come Anthony Hopkins e Evan Rachel Wood - ha giocato in favore dello show HBO, ma c'è un terzo elemento che non è passato inosservato tra i seguaci della serie TV, ossia la splendida colonna sonora ideata dal compositore cinematografico Ramin Djawadi - già autore delle musiche de Il Trono di Spade - con la supervisione di Thomas DeGorter, vincitore di un Emmy per la colonna sonora di Lost.

"Volevamo qualcosa che non fosse troppo sci-fi o troppo sopra le righe. Volevamo che il suono risultasse reale, autentico" ha dichiarato DeGorter, che ha parlato anche dei differenti approcci musicali ai due mondi presentati nello show: quello più in linea con le inclinazioni futuristiche e tecnologiche di Westworld - dove vediamo i creatori al lavoro sulle attrazioni del parco - e quello che invece si presenta come un ritratto del Vecchio West. "Fateci caso, quando siamo nel West è tutto molto più rumoroso e grintoso rispetto a quando arriviamo al cuore del parco, dove tutto prende vita".

Oltre alle musiche originali composte da Djawadi, Westworld ci ha offerto anche adattamenti di pezzi più celebri, come la magnifica versione orchestrale di Paint It Black dei Rolling Stones e la versione suonata al pianoforte di Black Hole Sun dei Soundgarden. Tra le altre chicche sparse qua e là negli episodi troviamo anche No Surprises dei Radiohead e la spendida Ain't No Grave (Gonna Hold This Body Down) cantata da Johnny Cash, che chiude magistralmente il primo episodio.

Ecco l'opening realizzata da Ramin Djawadi, e subito dopo la versione orchestrale di Paint it black:

 

 

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