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Ritratto di Claudio Cirillo
Autore Claudio Cirillo :: 24 Giugno 2014

Vittorio De Sica in Pane, amore e fantasia

Gli aneddoti sono straordinariamente interessanti perché dietro una micro storia si cela una macro. Questa volta, Claudio Cirillo, ricordando qual è la sua vera passione, la musica, ha voluto raccontare un episodio i cui protagonisti sono Vittorio De Sica e l’immenso William Shakespeare. Cosa avranno in comune?

Non c’è un film in particolare per il quale possa affermare “con questo ho realizzato il mio sogno”. Non sai mai quale possa essere. Ciò che paga è che ho fatto un lavoro che non avrei immaginato di fare nella mia vita. Avrei voluto fare il direttore d’orchestra. Il mio maestro mi ha detto che sono stato una persona fortunata perché ho questo talento musicale che mi porto dietro. La musica mi ha aiutato tanto nel cinema.

Vittorio De Sica lo ricordo bene in Pane Amore e Fantasia, un film di Luigi Comencini. Io lavoravo come assistente operatore. Spesso era solito affermare: “Chi non ha musica in sé è atto al tradimento”. Ora, faccio un passo in avanti: mi è capitato di vedere il Mercante di Venezia. C’è una scena in cui Lorenzo dice: “Nulla v'è di così insensibile, brutale o scatenato dalla rabbia che la musica, finché se ne prolunghi l'eco, non trasformi nella sua stessa natura. Colui che non può contare su alcuna musica dentro di sé, e non si lascia intenerire dall'armonia concorde di suoni dolcemente modulati, è pronto al tradimento, agli inganni e alla rapina: i moti dell'animo suo sono oscuri come la notte, e i suoi affetti tenebrosi come l'Erebo. Nessuno fidi mai in un uomo simile”. De Sica citava William Shakespeare.

Dunque, chi non ha musica in sé è arido. Ed è ciò che continuo a pensare di Nanni Loy ed Ettore Scola. È così. Non dico che sono atti al tradimento ma Loy e Scola sono stati estremamente sterili nei loro film.

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