Ritratto di Erika Favaro
Autore Erika Favaro :: 30 Giugno 2016

Da “Il Laureato” a “Melancholia”: le musiche dei film che non scorderemo mai

Arancia meccanica

Le immagini hanno un peso. Alcune sono leggere e scorrono via, altre sono pesanti come macigni. A percepirne l’entità non è solo l’occhio perché spesso al cinema entra in gioco la musica che – quando è scelta nel modo giusto – riesce a fare cose impensabili. Un motivo sonoro riesce ad amplificare ciò che vediamo, riesce ad influenzare le nostre percezioni ed emozioni ed è per questo che oggi vi invitiamo a pensare a quali sono i vostri momenti musicali  preferiti, noi ne abbiamo scelti alcuni:

Il Laureato
Si sa che Il laureato – insieme a Bonnie e Clyde del 1967 – è noto per essere il film che ha lanciato il New Cinema americano. Un altro motivo per cui la pellicola con il giovane Dustin Hoffman rimarrà sempre nei nostri cuori è senza dubbio la colonna sonora curata da Simon and Garfunkel. Sound of Silence riesce perfettamente a raccontare in modo implicito le ansie dei giovani degli anni sessanta, è una canzone patrimonio dell’umanità.

Ladri di biciclette
Così come il film era intriso di realismo (è uno dei punti più alti  del Neorealismo) e minimalismo narrativo, così era il motivo musicale che si ricorda per la sua splendida semplicità. Dimenticate le sontuose sinfonie, la musica di Ladri di biciclette firmata dal grande Alessandro Cicognini (Sciuscià) è delicata e gentile e accompagna il malinconico affresco dipinto da Vittorio De Sica in cui prende vita un’Italia decisa a rialzarsi dopo gli orrori della guerra.

Arancia meccanica
Il film di Stanley Kubrick usciva – tra polemiche e controversie – nel lontano 1971, un momento storico che non si è  dimostrato pronto ad accogliere una riflessione così cruda e visionaria sul nuovo “fascismo psichedelico” che si impadroniva di una futuristica Inghilterra. La musica nella storia di Alex è fondamentale, oltre alle versioni originali di Beethoven e Rossini tutti ricordano i brani in cui i sintetizzatori di Wendy Carlos (sue anche quelle di Shining poi abbandonate da Kubrick) prendono il sopravvento.

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Melancholia
Eccoci alle prese con Lars Von Trier e con la sua riflessione sul tema della depressione e delle catastrofi naturali. Il film può risultare eccessivo, cupo, ma è molto difficile criticare l’uso che viene fatto del preludio a Tristano e Isotta di Richard Wagner nella scena che apre il film. 

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