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Ritratto di Pierre Hombrebueno
Autore Pierre Hombrebueno :: 18 Aprile 2015

Anni fa, bastava il nome di un Sylvester Stallone o un Jean-Claude Van Damme per catalizzare gli spettatori delle sale. Oggi non è più così, anzi, i nostri eroi dell'action stanno decisamente andando in estinzione. Vediamo le possibili motivazioni

Jean-Claude Van Damme

Che i divi action di Hollywood si stiano praticamente estinguendo non è più un mistero. Anni fa, bastava il nome di Stallone, Schwarzenegger o Van Damme per catalizzare gli spettatori delle sale, ma da allora qualcosa è certamente cambiato, tanto che una rimpatriata come quella degli Expendables suona già indelebilmente di retrò, di fuori tempo massimo e fantasmi resuscitati dal baule. Diversi i fattori che hanno portato a questo declino delle superstar tutto muscoli e calci: ad elecarcene alcuni è David Christopher Bell di Cracked.

Innanzitutto, gran parte della colpa andrebbe all'invasione dei cinecomic, letteralmente esplosa in questi ultimi tempi. Il trend, spiega Bell, avrebbe messo in risalto una nuova serie di eroi dell'action ben diversi da quelli a cui siamo abituati: non più testosterone e arti marziali, bensì delle persone comuni che scoprono di avere grandi poteri. Il Robert Downey Jr di Iron Man, il Tobey Maguire di Spider Man, fino all'ultimo Chris Pratt di Guardiani della Galassia: non conta più avere doti fisiche o saper tirare pugni, quanto la creazione di un personaggio cool dal grande appeal ironico. 

La medesima cosa accade anche per pellicole che non siano targate Marvel o DC: l'action star non è più uno status a cui può puntare solo una stretta schiera di attori, bensì un ruolo che possono ricoprire praticamente tutti. Una volta, se uno pensava all'action, citava Steven Seagal o Chuck Norris; oggi invece i divi del genere possono variare da Matt Damon (la saga di Bourne) a Liam Neeson (Taken), attori di provenienza drammatica che fino a poco fa non avremmo mai immaginato in questi nuovi panni. 

Ad essere cambiato a Hollywood, poi, sono proprio le scene di combattimento, ora adeguate ai ritmi videoludici e impercettibili di Mtv. Infatti, se durante gli anni ottanta e novanta una grande attenzione era posta alle coreografie d'azione per valorizzare al meglio l'interprete, nel cinema odierno le sequenze action vengono montate in una maniera da non farci praticamente capire un tubo della coreografia, ridotta a una serie di fugacissimi scatti alla velocità della luce. Poco conta per il pubblico, poi, se le scene siano state girate personalmente dall'attore (come nel caso del Keanu Reeves di John Wick) o da qualche stunt-man.

[Leggi anche: Liam Neeson: "Fra due anni potrei smettere di fare film d'azione"]

Ecco perché attori – una volta superstar – come Steven Seagal o Van Damme sono stati praticamente esiliati da Hollywood. Stallone resiste coi suoi franchise (Rambo e Rocky), ma i suoi possibili eredi non sembrano proprio esistere. Insomma, l'assoluto declino dei divi action, i quali trovano ormai resistenza solamente nel cinema asiatico grazie ad un pubblico che continua ad amare e sostenere attori come Jet Li, Donnie Yen e Tony Jaa, loro sì, le ultime stelle tutto calci e pugni, esemplari da preservare con cura in quanto decisamente sul filo dell'estinzione.

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