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Ritratto di Erika Favaro
Autore Erika Favaro :: 20 Aprile 2016

Molti fan - a differenza dell'industria giapponese - non hanno apprezzato la scelta dell'attrice americana nell'adattamento hollywoodiano del manga

Ghost in the shell

Era qualche mese fa quando nel mondo dello spettacolo si discuteva di #OscarsSoWhite, ovvero dell’esclusiva presenza di attori bianchi tra i candidati agli Oscar. Ora è giunto il momento di familiarizzare con un altro termine anglofono, whitewashing (letteralmente “sbiancamento”) per indicare la tendenza ad occidentalizzare i personaggi di storie che provengono da altre parti del mondo.

La polemica è sorta in seguito alla pubblicazione delle prime foto tratte da Ghost in the shell, nuova super produzione americana che si rifà ad un famoso manga di Masamune Shirow. Protagonista degli scatti e del film è Scarlett Johansson, un’attrice il cui aspetto non si associa sicuramente ai canoni asiatici. Secondo il sito Screen Crush inoltre la Paramount e la DreamWorks avrebbero anche modificato i tratti dell’attrice americana per farle assumere dei tratti più asiatici.

Il popolo della rete come succede sempre si è diviso: c’è chi protesta per la scelta caduta su un’occidentale e chi difende la mossa della produzione, sostenendo che è cosa normalissima adattare le storie ai propri canoni culturali.

Persino alcuni giapponesi si sono schierati dalla parte di Hollywood, sostenendo di preferire un’attrice bianca piuttosto che una scelta presa solo per essere politicamente corretti.

Il primo manga fu pubblicato per la prima volta nel 1989; la serie, in cui si racconta di un agente cyborg a capo di una squadra di antiterrorismo in un futuristico Giappone, ha dato poi vita a diversi adattamenti cinematografici a partire da Ghost in the shell diretto da Mamoru Oshii nel 1995.

[Leggi anche: I 10 manga che vorremmo diventassero film in carne ed ossa - 1° Parte]

Dai quartieri generali della  Kodansha – casa editrice di Tokyo – arriva il benestare per l’attrice di Vicky, Cristina, Barcelona. Sam Yoshiba - uno dei rappresentanti dell'azienda - ha infatti detto di aver notato un certo animo cyberpunk in Scarlett Johansson e ha inoltre dichiarato che la sua azienda non si sarebbe mai aspettata di vedere un’attrice giapponese nel ruolo della protagonista.

L’Hollywood Reporter rivela che Yoshiba vede positivamente la scelta della produzione americana, convinto che la presenza di grandi star internazionali possano aiutare il film a far conoscere il manga in tutto il mondo. 

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