Ritratto di Pierre Hombrebueno
Autore Pierre Hombrebueno :: 12 Luglio 2014

Il celebre manga Death Note di Tsugumi Oba, già trasformato in 3 film nipponici, è ora pronto per sbarcare negli studios americani. La nuova trasposizione potrebbe essere diretta da Gus Van Sant, autore fortemente voluto dalla Warner Bros.

L, un personaggio dell'originale film giapponese di Death Note

L'adattamento americano di Death Note, celebre serie giapponese che consta di 3 film, sarebbe stato proposto dalla Warner Bros. nientemeno che a Gus Van Sant. Trattasi di una notizia che, se confermata, sarebbe deciseamente esaltante per la grandiosità del progetto e del regista coinvolto. Death Note, prima di essere un anime di 37 episodi e 3 lungometraggi live action di cui uno diretto da Hideo Nakata, è innanzitutto uno strepitoso manga firmato Tsugumi Oba e disegnato da Takeshi Obata, probabilmente una delle opere più genialmente micidiali che il Sol Levante abbia prodotto negli ultimi anni (precisamente dal 2003).

Pubblicata in terra italiana dal 2006 al 2008 grazie a Planet Manga (che ha distribuito fumetti come Nana, Fullmetal Alchemist e Black Butler), i 13 volumi di Death Note narrano le vicende dark dell'adolescente Light Yagami, il quale, venuto in possesso di un taccuino appartenente al dio della morte Ryuk – che gli appare come beffardo consigliere – scopre di essere in grado di uccidere le persone solamente scrivendone il nome sul famigerato block notes. Yagami si pone allora l'impresa di ripulire l'intero mondo dal male, punendo i cattivi per purificare l'umanità. Follia, sproporzionato senso di giustizia o lucida brama di sostituirsi a Dio? L'opera è una lettura squisitamente godibile, divertente tanto quanto implacabile, nichilista, horror e tragicomica, spiazzante e indimenticabile per i suoi twist inaspettati, la sua costruzione freddisima e geometrica, i suoi personaggi impenetrabili, la sua glacialità da noir e i suoi sottotesti filosofici e apocalittici.

Van Sant pare un candidato ideale a tirarne le fila, almeno a confronto con la scelta iniziale, quella di Shane Black (Kiss kiss bang bang, Iron Man 3), che aveva già realizzato una prima sceneggiatura insieme ad Anthony Bagarozzi e Charles Mondry, prima di abbandonare il progetto a causa di divergenze creative con la major. Ora tocca all'autore di cult come Will Hunting – Genio ribelle, creatore di agghiaccianti e schizoidi capolavori come Elephant (Palma d'oro nel 2003) e Paranoid Park. In attesa, il cineasta americano ha appena terminato la pellicola drammatica Sea of Trees, che staglia attori del calibro di Naomi Watts, Ken Watanabe e Matthew McConaughey. Se la regia di Death Note venisse affidata a lui, sarebbe lecito aspettarsi un capolavoro da far tremare i polsi.

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