Ritratto di Erika Favaro
Autore Erika Favaro :: 10 Febbraio 2016

Dal 9 aprile sarà disponibile il film tratto dall’omonimo romanzo in cui si immagina il risveglio improvviso del dittatore nella Berlino di oggi

Lui è tornato

Lui è tornato (Er ist wieder) è stato il fenomeno editoriale di qualche anno fa. Scritto dal tedesco Timur Vermes, il romanzo fu pubblicato in Italia nel 2013 e come in patria divenne il caso letterario dell’anno.

Lo scrittore ha immaginato che Adolf Hitler si risvegli all’improvviso nella Berlino di oggi, una delle capitali europee più multietniche e all’avanguardia in cui il protagonista si ritrova a vagare spaesato. Nessuno crede ovviamente che si tratti dell’ex dittatore, nessuno immagina che i suoi discorsi siano frutto di un’ideologia reale, tutti credono sia un personaggio satirico e per questo Hitler diventa un personaggio televisivo e una star di Youtube.

Nell’ottobre del 2015 nei cinema tedeschi è uscito il film omonimo tratto dal romanzo ed è stato un successo con un incasso di quasi 22 milioni di euro.

Alla fine di gennaio di quest'anno il magazine Variety aveva dato la notizia che Lui è tornato era stato acquistato da Netflix, ma solo adesso la notizia può dirsi ufficiale. Il colosso dello streaming ha infatti acquisito i diritti del film diretto dal giovane David Wnendt e interpretato da Oliver Masucci, attore tedesco che ha partecipato a diverse serie televisive nel suo paese.

Molte scene sono state girate come fossero delle vere candid camera in cui il presunto Hitler si aggira per le strade di Berlino e cerca le reazioni delle persone comuni. Il film sarà disponibile su Netflix a partire dal 9 aprile prossimo, ma non in tutti i paesi. L’accordo infatti non è riuscito con la Germania, l’Austria, la Svizzera, il Giappone, Taiwan e qualche altro stato in cui non sarà possibile trovare il film prodotto da Christoph Müller e Lars Dittrich per la Mythos e la Constantin Film.

[Leggi anche: Assia Noris, la diva dei telefoni bianchi alla corte di Hitler]

Un modo di fare satira acuto, in cui la risata lascia un retrogusto amaro perché se oggi i discorsi deliranti di Hitler ci fanno ridere, siamo comunque tutti consapevoli che atrocità come le sue vengono commesse ugualmente e – come molte persone all’epoca – o non ce ne stiamo rendendo conto o preferiamo girare gli occhi da un’altra parte.                                                

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