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Ritratto di Andrea Caramanna
Autore Andrea Caramanna :: 8 Aprile 2021
Bad Luck Banging or Loony Porn - Babardeală cu bucluc sau porno balamuc

Bad Luck Banging or Loony Porn di Radu Jude: lucida analisi nostri tempi e covid-19

Locandina di Bad Luck Banging or Loony Porn

Bad Luck Banging or Loony Porn di Radu Jude, vincitore del Festival di Berlino, è la più lucida analisi dei nostri tempi con la pandemia covid punta dell'iceberg

Bad Luck Banging or Loony Porn, il vincitore dell'ultimo Festival di Berlino, è la più lucida analisi dei nostri tempi con la pandemia covid-19 punta dell'iceberg. Radu Jude, che è ormai un esponente seminale del cinema orientale europeo, già acclamato a Berlino con Orso d'argento nel 2015 con Aferim!, dirige un'opera che si traveste da commedia, ma per quasi tutta la sua durata è una spietata analisi del genere umano... purtroppo in tutta la sua decadenza e in tutte le brutture devastanti della falsa cultura sociale, ridotta ormai a imprecisati termini di riferimento che possono essere fatti a pezzi e ricostruiti con un link nel web... uno dei protagonisti non tanto nascosti di questo film!

Bad Luck Banging or Loony Porn è probabilmente l'opera più sfrontata e cinica (un pizzico di dolore lo comunicano soltanto certi frames di dettaglio, come i fiori che spuntano dal cemento), non fosse altro che inizia con il video porno della protagonista, che è un'insegnante in un prestigioso liceo a Bucarest... La diffusione del video è incontrastabile, come ben sappiamo, sia nei vari siti porno, sia scaricato e riproposto anche nei vari social. 

Ma tutto ciò lascia abbastanza indifferenti, vale a dire il casus belli della commedia, il comportamento più o meno responsabile dell'insegnante, è davvero trascurabile, perché a mio avviso serve solo esclusivamente da cavallo di troia per filmare la volgarità dei nostri tempi.

Jude poi in mezzo al film inserisce una ricchissima sequenza di aneddoti che testimonia ulteriormente la sua lucidità nella visione storica che abbraccia molte generazioni della avventura umana. Una avventura che si è ridotta allo squallore contemporaneo come conseguenza delle tracce, dei fili della memoria umana che si snoda attraverso decine di citazioni e icone.

"Ciò che resta" è reso in maniera perfetta nella lunga prima parte in cui ci si limita a seguire la protagonista tra le vie di Bucarest. E vediamo scorrere una dietro l'altra le icone della contemporaneità, tra centri commerciali, supermercati, sale giochi ed orribili fabbriche, o altri brutti edifici residenziali. Si aggiungono il traffico di auto, il rumore insopportabile di clacson e motori e ambulanze... Il territorio urbano appare del tutto invivibile tra auto che investono pedoni o calpestano senza problemi i marciapiedi dei pedoni... Ma non è più neanche un inno al recupero del comportamento civico... Quando tra i vari insopportabili elementi la macchina da presa lascia la protagonista e continua a filmare questi orrori comprendiamo che sono la vera storia che Jude vuole raccontare con urgenza. E poi riprende un fiore o una pianta che, nonostante tutto, cresce tra il cemento delle strade...

L'ultima parte, il confronto tra genitori e insegnante sembra una comedy in stile sudamericano, che vorrebbe insistere sulle inguardabili mascherine anti covid, sul fatto che non è più possibile vedere la faccia delle persone, ma solo delle loro caricature: per questo molti genitori vestono divise o comunque sono identificabili come cliché di ogni tipo. Una società piccola o più grande che non può neanche discutere su qualcosa, perché è sempre una lotta tra citazioni che vengono riprese dagli immancabili smartphone. La vita insomma risucchiata proprio da quel video porno che gira in rete e che non a caso tutti infine sono obbligati a rivedere come se ciò fosse più importante di tutto.

La rete e Neuralink di Elon Musk coi suoi esperimenti sui maiali che sono poi classificati in un altro aneddoto come animali creati per il nutrimento umano... ed anche Bill Gates e George Soros, citati nel finale... E naturalmente la storia della Romania sotto le varie dittature e quando viene detto che il popolo rumeno "sa che cosa è la dittatura perché l'ha vissuta" viene davvero da piangere constatando che la nuova dittatura sanitaria già ha inglobato le nuove vittime, ma questa volta in maniera ancora più subdola rispetto a tutte le memorie storiche...

Voto della redazione: 

4

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