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Autore Pierre Hombrebueno :: 6 Settembre 2015
Locandina inufficiale di Equals

Recensione di Equals, romance fantascientifico di Drake Doremus con Kristen Stewart e Nicholas Hoult: l'amore come unica possibile rivoluzione in un futuro distopico privo di sentimenti

“This Love is Fucking Right!”, cantano i Pains of Being Pure at Heart, gruppo dreampop newyorchese il cui nome potrebbe essere effettivamente un valido riassunto dell’ultima opera firmata da Drake Doremus. I dolori dell’essere puri di cuore, ovvero dei semplici esseri umani, con tutto ciò che ne consegue: ansia, sofferenza, depressione e perdita di controllo. Per questo, nel futuro indefinito in cui si ambienta la pellicola, tutti gli abitanti sono stati disumanizzati fino a diventare degli autentici automi, tranquilli e soddisfatti in quanto incapaci di provare sentimenti. Chi dovesse ricominciare a sentire il sangue nelle proprie vene, verrà punito con la morte.

Una storia vecchia da cui si sono già tratte miriade di pellicole, che Doremus farcisce di ulteriori riferimenti che vanno dai manga adolescenziali a Romeo & Giulietta, passando per The Island di Michael Bay e la serie tv cult Black Mirror, il tutto diretto con la gelida freddezza di una messa in scena statica che inizialmente potrebbe ricordare un videoclip tra i più sedati. Eppure, trattasi anche dell’approccio più idoneo per descrivere al meglio quest’ambiente asettico e privo di pulsazioni: il calore, insomma, è destinato ad arrivare solamente con la nascita dell’amore tra i due protagonisti, Silas e Nia, rispettivamente Kristen Stewart e Nicholas Hoult.

Pian pianino, s’intiepidiscono le tonalità cromatiche, la musica elettronica smette di vibrare per lasciare il posto a delle note più dolci, e i lineamenti dei visi iniziano a sciogliersi, ad avere finalmente un accenno di sorriso, una parvenza di umanità che andrà diffondendosi fino ad avvolgere tutto. L’amore, in definitiva, come unica possibile rivoluzione e forma di resistenza; Doremus lo coglie nei dettagli: delle labbra che tremano con fragilità, degli occhi che si riempiono di stupore, dei pori che finalmente assumono colore, delle mani che si stringono senza mollarsi più.

Un romance atipico Equals, in cui la passione scoppia silenziosamente, senza urla o canzoni strappalacrime: l'attenzione del regista, piuttosto, è rivolta all'intrecciarsi dei corpi, al loro avvolgersi ombroso fino a disegnare una sorta di videoinstallazione, diventando, infine, oggetto astratto al neon. Eppure, guai a confondere la pellicola per un film arty, in quanto a coordinare le immagini è la semplicità di una narrazione che arriva diretta e chiara, lampante nel suo essere cristallina, immediata, e dunque ancora più forte e incisiva. 

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E ad assorbire la pratica di umanizzazione è anche Kristen Stewart, attrice notoriamente priva di espressioni e qui al primo ruolo in cui vediamo davvero le potenzialità che ci sono in lei. La statua cagnesca si snoda, e può finalmente piangere di gioia o di disperazione, abbracciata al suo uomo o in fuga dai nemici, turbata davanti ad un suicida o addormentata nel letto come un angioletto. Lei e Nicholas Hoult funzionano e sanno comunicare in maniera dolce e genuina: anche per questo, siamo certamente davanti ad un film che ha del miracoloso. 

Voto della redazione: 

4

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