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Autore Erika Favaro :: 20 Luglio 2016

Il film del 1960 con Alberto Sordi e scritto da Age e Scarpelli sarà proiettato nella serata di pre-apertura

Tutti a casa

La 73ª edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica aprirà le porte il 31 agosto prossimo, ma come sempre il cinema invaderà il Lido di Venezia una sera prima. È infatti tradizione ormai che il giorno precedente all’inaugurazione venga proiettato un film restaurato e che, con l’occasione, si celebri anche un anniversario.

L’appuntamento di quest’anno quindi è per martedì 30 agosto quando, presso la Sala Darsena all’interno del Palazzo del Cinema, sarà proiettato in prima mondiale Tutti a casa (1960) di Luigi Comencini .

Si festeggerà quindi il centenario della nascita di uno dei registi più importanti della nostra storia, nato a Salò l’8 giugno del 1916.

Tutti a casa è uno degli esempi più riusciti della commedia all’italiana, un impasto tra comico e tragico, tra vero e grottesco che descrive in modo agrodolce il coraggio e la voglia di sopravvivere del popolo italiano. Sarà una gioia assoluta rivedere sul grande schermo attori come Alberto Sordi, Serge Reggiani, Carla Gravina ed Eduardo De Filippo, così come godere nuovamente della scrittura ironica ed efficace di Age e Scarpelli.

Il film all’epoca vinse due David di Donatello e un Nastro d’argento, a lavorare alla nuova versione digitale restaurata sono stati invece Filmauro e CSC - Cineteca Nazionale di Roma.

Il film racconta tutto il caos dell’8 settembre 1943, quando con l’armistizio di Badoglio i soldati del re e del duce furono abbandonati a se stessi, tra mille paure.  Sordi interpreta magistralmente il sottotenente Alberto Innocenzi che dopo essere stato abbandonato dai suoi soldati inizia un viaggio per l’Italia da nord a sud.

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 “L’8 settembre la gente fu abbandonata a se stessa, ed era questo che volevo descrivere”: così Luigi Comencini descrisse la sua pellicola che, insieme a titoli come Pane, amore e gelosia e altri titolo raccontano un’epoca e lo spirito di un popolo, il “regista dei bambini” lo sapeva fare con un tatto raro e indimenticabile. 

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