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Autore Rosa Maiuccaro :: 23 Giugno 2014

Icona della femminilità mondiale, Melanie Griffith, che ai tempi di Una donna in carriera faceva girare la testa agli uomini di tutto il mondo, è stata protagonista di un incontro piuttosto teso con il pubblico annoiato al Taormina Film Festival

Melanie Griffith al Taormina Film Festival

La grande popolarità con Omicidio a luci rosse di Brian de Palma, poi il ruolo che le ha cambiato la vita, Una donna in carriera, che le valse un Golden Globe e una nomination agli Oscar. Stiamo ovviamente parlando della splendida Melanie Griffith, che è stata protagonista di un incontro piuttosto insolito con il pubblico al Taormina Film Festival. La Griffith, causa forse il gossip delle ultime settimane circa la separazione dal marito Antonio Banderas, con cui è stata sposata per 17 anni, si è mostrata piuttosto tesa. Ma come è iniziato tutto? “È stato tanto tempo fa. Ero una modella poi è arrivata la mia prima esperienza, Night Moves [Bersaglio di notte] di Arthur Penn con Gene Hackman. Che imbarazzo rivedermi! Poi ho iniziato a lavorare e non ho più smesso”. Ma Melanie Griffith è prima di tutto figlia di una meravigliosa attrice come Tippi Hedren, tra le muse di Alfred Hitchcock. “Un vantaggio? Visto che sono madre oggi posso dire che la cosa più importante è mettere i propri figli al primo posto. Io sono stata fortunata perché mia madre è stata brava ma non sono mancati i momenti in cui mi sentivo un po' trascurata naturalmente. È stata molto importante per me, un punto di riferimento sia nel lavoro che nella vita. Sophia Loren è stata l'altra donna alla quale mi sono sempre ispirata. Quando avevo otto anni girò insieme a mia madre e a Chaplin La Contessa di Hong Kong. Con me è stata fantastica e ha avuto una grande influenza sulla mia vita”. Il film di sua madre che preferisce? “Marnie”. E riguardo al suo incontro con il grande Alfred Hitchcock, ha rivelato: “Era un genio però anche molto strano. L’ho incontrato diverse volte da bambina. Un Natale mi fece un regalo. Era una grande scatola con dentro una bambola che sembrava mia madre. Deve essere stato quello a fregarmi!”.

Melanie Griffith ha lavorato con alcuni tra i più grandi registi degli anni Ottanta, ciascuno di loro l’ha disegnata in modo diverso a seconda del proprio sguardo. “Quei registi erano degli artisti che sapevano benissimo come fare il proprio lavoro. Ai miei tempi se volevi sfondare era necessario studiare tanto, ho fatto uno sforzo continuo per migliorarmi e per rappresentare la storia e i personaggi senza che mi assomigliassero troppo. Poi per essere una brava attrice è anche necessario portare un po' di se stessi nel personaggio senza che esso sia una nostra copia”. E non è mancata una riflessione sulla rivoluzione televisiva che sta avvenendo in America e non solo. “La qualità si sta spostando verso l’intrattenimento televisivo. Ci sono delle bellissime serie che superano di gran lunga molti film che escono al cinema. Vedo sempre meno film d’autore. Alla fine la cosa più importante per i produttori rimangono sempre e solo i soldi”.

Ma improvvisamente, infastidita dal mormorio degli studenti in sala a Taormina, l’attrice statunitense sbotta: “Per caso vi sto annoiando?”. Cala il gelo sulla sala A del Palacongressi e non si sente più nessuno fiatare. Avrà qualcosa da dire anche più tardi davanti le immagini dei suoi vecchi film, mostrate prima della premiazione al Teatro Antico. "State facendo vedere continuamente le immagini dei miei primi ruoli. Per caso non vi piaccio più?". Per alleviare la tensione qualcuno le chiede del suo rapporto con Harrison Ford ai tempi di Una donna in carriera. L’attrice sembra rilassarsi e confessa ridendo: “Era così bello, così sexy e così sposato. Ho fatto di tutto ma non c’è stato verso”.

Non solo una donna bellissima ma anche un talento che ha dimostrato nelle varie commedie che ha interpretato. “Ad un certo punto della mia carriera mi sono presa troppo sul serio e non capivo che si può essere seri anche facendo ridere. Così ho rinunciato stupidamente a diversi copioni. Ma c’è ancora tempo. La mia figlia più piccola ha 17 anni. Ancora qualche anno e poi sarò libera. Chi è mamma sicuramente potrà capirmi”.

Ma qual è stata l’esperienza più significativa della sua carriera? “Qualcosa di travolgente [Something Wild] di Jonathan Demme perché è stato il film che mi ha fatto notare dagli addetti ai lavori”. Nel 1973, a soli 16 anni, realizzò un documentario insieme a sua madre sulla rivoluzione sessuale in atto tra le donne americane. A quarant’anni di distanza, come crede che sia cambiata la situazione delle donne? “Scusatemi ma io credo che noi donne siamo molto più intelligenti degli uomini. Essere parte del mondo dello spettacolo, come donne, è un privilegio perché ci dà l’opportunità di esprimerci anche per quelle donne che non hanno voce. La condizione delle donne è un argomento che mi è molto caro. Sono contenta di essere qui a Taormina quest’anno e sono grata che questa sia un’edizione dedicata alle donne”. Molte anche le attrici alle quali è legata da un rapporto di profonda amicizia. “In città conosco tutti naturalmente. Ma Eva Longoria, Jane Fonda e Diane Lane sono mie grandi amiche”.

A chi si chiede quali sono i suoi progetti futuri e se conferma la sua presenza nei prossimi film di Meg Ryan e dell’ex-marito Antonio Banderas, risponde: “Mi spiace ma non sarò nel prossimo film di Meg Ryan. È una commedia umana molto bella ma la scena in cui avrei dovuto recitare è stata tagliata. Non so che ne sarà del film di Banderas”. Una donna fragile la Griffith ma anche molto rigida che sembra addolcirsi solo quando parla di sua figlia Dakota Johnson. “Il prossimo anno farà delle grandi cose. Sta girando un film con Johnny Depp e 50 sfumature di grigio. Sono sicura che sia stato difficile anche per lei con una madre famosa ma non ho dubbi che ce la farà ad emergere”.

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