Ritratto di Ilaria Floreano
Presentazione

Orgogliosamente consapevole di essere un riccio – da molto prima che Muriel Barbery lo rendesse elegante – a 6 anni sapevo che avrei fatto il linguistico (done) e a 16 che avrei studiato comunicazione all'Università Cattolica di Milano e da nessun'altra parte, dato l'innamoramento fulmineo per i suoi chiostri (done). A 29 so che ho trovato una dimensione lavorativa a me congeniale che voglio mantenere: editor e traduttrice per una casa editrice piccola e meravigliosa, videomaker e montatrice, scrivo anche articoli per varie testate (FilmTv, Nocturno, Lindro.it) e ho in progetto di ampliare l'orizzonte fino a "dover" trascorrere qualche mese ogni anno a Parigi (work in progress...). Curando libri che si occupano di cinema, Parigi è la mia mecca. In più adoro parlare in francese. Abito in una casa con tetti spioventi e grandi terrazzi in cui mi tolgo diverse soddisfazioni floreali, leggo più di un libro alla volta, sogno di scrivere un bel romanzo e lavorare su un set, seguo con passione Wimbledon e il Milan, mi abbandono volentieri a Modern Family o a un film. Amo Caravaggio e Hopper (ci ho scritto un saggio in corso di pubblicazione), Wes Anderson e Kieslowski (ci ho scritto un saggio già pubblicato), Virginia Woolf e Calvino, Barbara e i Pink Floyd di Atom Heart Mother, mangiare sushi coi fratelli e pizza col marito, festeggiare l'uscita di ogni libro con un aperitivo insieme al capo, chiacchierare con gli amici consumando almeno tre Shirley Temple con tanta granatina. 

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