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Autore Redazione :: 17 Novembre 2017

Ecco alcune anticipazioni dell'edizione 2017 di FILMMAKER, in programma a Milano dall'1 al 10 dicembre

Non è amore questo

In attesa di svelare, il prossimo 23 novembre, tutti i titoli in cartellone, ecco alcune anticipazioni dell'edizione 2017 di FILMMAKER, in programma a Milano dall'1 al 10 dicembre.
Al centro della manifestazione, come sempre, il cinema documentario e – più in generale – “di ricerca”: un’identità netta e riconoscibile che da quasi quarant’anni fa di Filmmaker, all’interno di un panorama nazionale affollato di appuntamenti, un punto di riferimento certo per chi vuole scoprire e sostenere nuovi autori, nuove forme cinematografiche, nuove relazioni con il pubblico. E non è un caso che tra i “nuovi” autori portati per la prima volta all’attenzione degli spettatori italiani, figurino nomi diventati col tempo degli autentici “classici”, da Ulrich Seidl a Frederick Wiseman, da Rithy Panh a Errol Morris.

CONCORSO INTERNAZIONALE
Saranno dieci i titoli in concorso (otto anteprime italiane e due mondiali). Tra gli autori, anche un maestro particolarmente amato dal pubblico di Filmmaker, Lech Kowalski, che torna a Milano dopo essere stato protagonista, nel 2014, di un'applaudita personale dedicata al suo "cinema ribelle". Un titolo, quello della retrospettiva di allora, che suona oggi profetico, vista l'accusa di "ribellione" che la giustizia francese muove in questi giorni a Kowalski, reo di aver documentato con la sua macchina da presa l'occupazione da parte degli degli operai della GM&S della loro fabbrica in liquidazione. Se la lavorazione di quel nuovo film è al momento bloccata, a Milano si vedrà in anteprima italiana I Pay for Your Story, il film che ha segnato il ritorno di Kowalski ad Utica, la città dello stato di New York dove il regista è cresciuto, un tempo punta di diamante del sogno americano e oggi vittima di una crisi economica e sociale che sembra irreversibile. Per raccontarla, Kowalski ha bisogno delle storie di chi lo ha vissuto. Decide di comprarle: il “salario” proposto sarà due volte quello minimo stabilito dalla legge. Dal balcone di un appartamento dove ha installato un’insegna al neon che annuncia I Pay for Your Story, il regista filma le testimonianze di vita dei suoi concittadini. Ciascuno è libero di scegliere toni e modi. La sola condizione richiesta: non indietreggiare davanti alla propria irreversibile sconfitta.

FUORI CONCORSO
Tra le tante proposte, segnaliamo due appuntamenti "musicali": Se il restauro di Ornette: Made in America, il leggendario film diretto da Shirley Clarke nel 1985 (ma pensato sin dalla fine degli anni 60), ci avvicina al genio creativo di Ornette Coleman e alle sue mille vite artistiche (dal Rhythm 'n' Blues fino al parnaso dell'Avanguardia), il nuovo lavoro di Romuald Karmakar ci immerge nella scena techno berlinese e dà voce a cinque tra i più grandi dj in attività: Ricardo Villalobos, Sonja Moonear, Ata Macias, Roman Flügel e Move D/David Moufang.

CONCORSO PROSPETTIVE
Il concorso riservato ai lavori più promettenti dei giovani filmaker italiani presenterà 14 film (di cui 12 in anteprima assoluta): tra questi, segnaliamo Non è amore questo di Teresa Sala, quattro giorni nella vita di Barbara. Quattro giorni dentro la sua testa e nella sua quotidianità. Le persone che incontra, ma anche lo spazio in cui si muove diventano specchi, occasione di confronto tra il proprio sentire e le aspettative degli altri. Un flusso di coscienza che invade lo schermo. Il racconto del suo passato, del suo presente, della sua intimità, ma soprattutto del suo desiderio, senza nascondere niente, senza censure, senza paura di mostrarsi per quello che è. Perché Barbara è disabile. La camera la segue, la spia, l’accompagna. Si tratta di un viaggio alla scoperta di una persona: non c’è un punto di arrivo, un principio da affermare. C’è solo Barbara.

ALAIN CAVALIER
Tra gli ospiti dell'edizione 2017, un posto d'onore spetta a un autentico maestro del cinema francese, Alain Cavalier: 86 anni, noto al pubblico italiano soprattutto per Thérèse (Premio della Giuria al Festival di Cannes e tre César), Cavalier ha scelto da tempo di ridurre al minimo gli ingombri della "macchina cinema" (abbattendo i costi di produzione e aderendo a pieno alle novità introdotte dalla tecnologia digitale) per essere solo davanti alla persona che sta filmando: mettersi a filo dell'inquadratura, all'altezza di chi guarda, cercando sempre di stabilire con il soggetto ripreso un rapporto di consonanza. Filmare per Cavalier vuol dire soprattutto intessere una relazione, riuscire a catturare la particolarità del momento, quando la realtà diventa una questione di complicità. La macchina da presa diviene un mezzo di confronto e lo strumento attraverso il quale avviene un incontro. I Six Portraits XL che si vedranno in anteprima italiana a Filmmaker sono sei ritratti, ciascuno riporta soltanto un nome proprio, rivela una professione. Pensati all’origine in un formato breve, tredici minuti per la televisione (Arte), poi divenuti di un’ora, sono stati realizzati da Cavalier negli anni: molti uniscono immagini del passato e del presente, quello che lui chiama il «bric-à-brac della vita».

RETROSPETTIVA ALBERTO GRIFI
Nel decennale della scomparsa, la retrospettiva sarà dedicata ad Alberto Grifi: dalla Verifica incerta (1964-65) fino alla versione definitiva di L'occhio è per così dire l'evoluzione biologica di una lacrima (2007), passando per il suo capolavoro più celebre, Anna (1972-75) e per tanti titoli meno noti, il festival proporrà l'opera omnia di Grifi, compreso - sotto forma di installazione - il girato integrale di Il festival del proletariato giovanile al Parco Lambro (1976).
"Dedicare la retrospettiva di Filmmaker 2017 ad Alberto Grifi - spiega il direttore del festival, Luca Mosso - non è soltanto  tributare il doveroso omaggio a un maestro. La scommessa è piuttosto cercare di consolidare una relazione tra i suoi lavori e le tracce vive e presenti della sua lezione nel lavoro dei filmmaker delle nuove generazioni".
In occasione della retrospettiva verrà pubblicata una monografia dedicata ad Alberto Grifi firmata da Annamaria Licciardello per le edizioni Falsopiano.
​Una tavola rotonda e una serie di testimonianze completano il programma.
La retrospettiva è realizzata in collaborazione con Cineteca Nazionale e Associazione culturale Alberto Grifi.

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