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Autore Redazione :: 4 Settembre 2015

Tra la quantità sterminata di errori che filmmaker principianti possono commettere, alcuni riguardanti la psicologia meritano particolare attenzione

Simon Cade rivela 5 errori psicologici dei filmmaker principianti

Quali sono gli errori più insidiosi per un filmmaker principiante? Non lo credereste, ma a contare molto di più sono la forma mentis, l’approccio psicologico al lavoro che si vuole compiere, piuttosto che i tanti classici errori tecnici, i quali poi comportano innumerevoli correzioni e perdite di tempo.

Ma perché i fattori psicologici sono importanti nel processo di produzione di un film? Innanzi tutto bisogna ricordare che come per tutte le altre imprese che riguardano l’arte, la parte più in gioco sono le paure, i dubbi, i desideri, le impressioni, gli stati d’animo. Tutte queste emozioni possono andare bene come spinta creativa per il lavoro artistico. Ma vanno sempre controllate perché non rovinino il flusso di lavoro…

Il video proposto da Simon Cade e riproposto da No Film School è perfetto per ricordarci quanta attenzione occorra mettere in un processo di produzione che riguardi un film. E quanto sia facile perdersi completamente dietro alcune paure e dubbi.

Vediamo un po’ in ordine di cosa si tratta:

1. Troppa scrittura ed uso del pc
Spesso è meglio provare ad allontanarsi dalla dannata tastiera del pc. Ques’ultima rappresenta l’inizio delle possibilità infinite, ma in concreto di solito perdiamo tempo dietro vacue idee. Lavorare invece il più possibile con le proprie mani lontano dal pc può dare un ottimo impulso al processo creativo.

2. Preoccuparsi troppo di ciò che è popolare e piace di più agli altri
Altro problema è quello di piacere agli altri. Non è certo sbagliato creare prodotti che piacciano alle masse, ma ricordarsi che prima bisogna occuparsi di cose che ci stanno a cuore e ci interessano e poi si può considerare se possono piacere o meno al grande pubblico.

3. Non occuparsi a sufficienza della narrazione
Il racconto in un film è praticamente tutto. La storia è sempre una priorità.

4. Preoccuparsi per un fallimento
I fallimenti sono inevitabili nella vita di tutti, quindi facciamocene una ragione. Le cose possono andare anche male, ma stare lì a pensare sempre al peggio certo non serve a niente.

5. Essere umili
Questo non guasta mai. Rendersi conto dei propri limiti ha senso quando abbiamo un budget ridotto e sogniamo di realizzare un blockbuster. Procedere sempre coi piedi per terra ci aiuterà ad ottenere il massimo coi mezzi che abbiamo al momento.

Per concludere, queste sono soltanto alcune motivazioni psicologiche che possono ostacolare il lavoro di filmmaker anche non principiante. Poi ognuno ne avrà tante altre con cui fare i conti…

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