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Autore Andrea Caramanna :: 30 Marzo 2014

Se non si ama la musica di Quentin Dupieux difficile che possa piacere anche il suo cinema tutto sbilenco, tutto out, tutto fuori dai coglioni la brutta musica e il cinema già visto

Quentin Dupieux o Mr. Oizo

Se non si ama la musica di Quentin Dupieux difficile che possa piacere anche il suo cinema tutto sbilenco, tutto out, tutto fuori dai coglioni la brutta musica e il cinema già visto. Phil Collins del resto è avvisato in Steak (2007), il suo film apparentemente più brutto e in modo sublime necessario per come si sporca le mani con un trash già metabolizzato. Dunque Dupieux non fa neanche del cinema “parodia” come molti autorevoli critici hanno cercato di rubricare insieme ad altri autori. Dupieux colloca “tutto” altrove: la narrazione, i corpi, soprattuto il senso logico del film, così come bene o male è stato in cento anni e passa di storia. Dupieux è la sua (non) musica, ossessiva e stuzzicante, ironica e beffarda. Come i suoi personaggi a metà tra corpi in disfacimento e disperati soggetti ancorati all’insensatezza dell’ambiente in cui vivono. Così in Wrong (2012), non a caso utilizzato come spunto per tracciare il filone Cops, siamo proiettati in una futuristica, ma solo per evanescenza del senso, Fuori Orario (1985) di Martin Scorsese. Del resto le fattezze del protagonista Jack Plotnick (Dolph Springer) sono praticamente molto simili a quelle di Griffin Dunne (Paul Hackett).

E pure il percorso di Quentin Dupieux è segnato da un film senza musica, perché anche l’assenza di una colonna sonora ha un senso specifico. Nel 2001 gira NONFILM, quarantotto minuti in sedici millimetri con Sébastien Tellier, musicista che ci ha già deliziato con videoclip dolcemente stranianti come Divine. NONFILM è una sorta di à rebours, alle origini del cinema consapevole della inevitabile fatica di raccontare una storia come se il set non esistesse, come se non fosse sempre l’occhio di una macchina, posizionato da qualche parte, a creare quel film, non appena si accende l’interruttore. Nella descrizione che accompagna NONFILM, visibile sulla piattaforma Vimeo è tutto chiaro: Dice Dupieux: NONFILM è inguardabile; è il mio primo tentativo di fare un film (fallito); è l’essenza della “non logica”; è il fratello handicappato di Rubber (2010); è un animale selvatico; contiene solo uno scherzo; è stato girato con i soldi di Flat Eric; è grande se tu sai come guardarlo. Provaci!

Questa descrizione fa già intuire il percorso successivo di Dupieux, che non poteva non coincidere con l’oggetto filmico nonsense di Rubber, il copertone, il pneumatico che diventa senza tanti fronzoli l’illustre protagonista del suo lungometraggio capolavoro. In questo gioco al massacro sarà comunque difficile continuare una filmografia che si fonda su nuove sfide e l’ultimo Wrong Cops (2013), rivela più il lato sarcastico e cinico di Dupieux. In attesa dei sui film in produzione e sviluppo, Réalité e Open to Anything.

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