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Autore Redazione :: 4 Agosto 2015

I preziosi consigli, nella forma di domande a cui autorispondersi, arrivano da Mark Sanderson, conosciuto come Scriptcat, stimato sceneggiatore sia di cinema che televisione

La mitica frase dattiloscritta da Jack Nicholson in "Shining"

Questi preziosi consigli, nella forma di domande a cui autorispondersi, arrivano da Mark Sanderson, conosciuto come Scriptcat, stimato sceneggiatore sia di cinema che televisione. Sanderson ha anche un blog sul quale è apparso questo decalogo poco più di due anni fa. Il portale No Film School ha ripreso questi suggerimenti ritenendoli quanto mai validi. E anche noi concordiamo, considerandoli imprescindibili per chi abbia voglia di cimentarsi con la scrittura, specialmente oggi, che esiste un fiume di prodotti seriali, laddove sono proprio le caratteristiche narrative spesso a far la differenza tra un prodotto di grande valore ed uno che rimastica sempre gli stessi temi senza la necessaria originalità.

Bene, cominciamo con le 10 fondamentali domande:

1. “Avete una mentalità artistica?”: Vi serve, infatti, un pizzico di inconscienza per tentare di diventare uno sceneggiatore. Sappiate che dovrete mettere nel conto una serie di fallimenti, rifiuti, critiche, prese in giro. E soprattutto niente soldi! Solo la vostra passione a farvi andare avanti.

2. “Siete diventati degli esperti sui formati dello script?”: Come al solito molti aspiranti sceneggiatori arrivano dai produttori con una sceneggiatura, ma senza conoscere un bel niente delle tecniche che riguardano i corretti formati di scrittura. In poche parole questo è ciò che distingue il professionista dal semplice appassionato… Se produttori, registi, ricevono il vostro script con queste lacune capiscono subito chi hanno di fronte e soprattutto che non siete un professionista!

3. “Scrivete troppi particolari?”: Altro problema, tutti quelli che descrivono una scena nei minimi particolari, indicando perfino i dettagli della recitazione dei vari attori… Assolutamente sbagliato!

4. “Rispettate la storia e la struttura della sceneggiatura?”: Quanto più vi dilungate tanto più chi leggerà la sceneggiatura non capirà dove operare i necessari tagli, così importanti in un film che è sempre un miracolo di sintesi e di compromessi, tra quello che si vuol dire e si vede sullo schermo.

5. “Conoscete l’infallibile formula hollywoodiana?”: Sono le buone idee a fruttare e per questo a Hollywood esiste una formula speciale: buona idea + esecuzione della buona idea = fantastica sceneggiatura realizzabile.

6. “Pensate che sia facile avere il tempo necessario per un lavoro praticabile?”: No, in realtà è il contrario. È tutto un percorso estremamente faticoso, lungo il quale arriverete al successo soltanto dopo una serie infinita di prove. Quindi dovrete sempre continuare a studiare, imparare e lavorare per diventare un buon sceneggiatore. Con tutte le incognite del caso, perché la competizione è incessante ed il mercato affollato.

7. “Come riuscite a lavorare, tirate fuori ogni tanto qualcosa di fantastico o producete tanti nuovi materiali?”: In questo caso non dimentichiamo che il cinema è soprattutto un’industria in cui occorre barcamenarsi e adattarsi alla catena di montaggio della fabbrica. E dove sono utili tutte le doti per portare avanti la propria carriera.

8. “Avete scoperto quale tipo di materiale vi attrae?” Spesso molti credono che una buona idea possa trasformarsi in film. Nove volte su dieci non è così.

9. ”Siete umili e praticate l’umiltà?”: Se avete scelto la sceneggiatura per fama e fortuna allora avete scelto la carriera sbagliata. Non considerate mai voi stessi superiori al vostro progetto. Siate disposti ad ascoltare ed imparare dagli altri, ma ascoltate la vostra voce.

10. “Siete pazienti?”: Ci vuole comunque molto tempo per raggiungere i grandi obiettivi, almeno 10 anni. Godetevi comunque anche i piccoli successi durante il percorso.

[Leggi anche: Come lavora uno sceneggiatore premio Oscar? Video lezione]

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