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Autore Pierre Hombrebueno :: 19 Settembre 2015

Da "Fanny e Alexander" di Ingmar Bergman a "23 quai du Commerce, 1080 Bruxelles" di Chantal Akerman, ecco alcuni film dalla spaventosa durata ma che valgono ogni prezioso minuto del vostro tempo

Fanny e Alexander

Qualche mese fa, vi avevamo già offerto una lista di film dalla durata superiore alle 3 ore per accompagnare al meglio le vostre maratone cinefile notturne. Ma se avete già esaurito i titoli a disposizione, niente paura che ci pensiamo noi a dispensarvi altre preziose segnalazioni con cui tenere gli occhi spalancati dal tramonto all'alba.

Ora, siamo sicuri che avete già tutti visto la versione cinematografica di Fanny & Alexander (3 ore e 8 minuti), tra le pellicole più celebri di Ingmar Bergman e vincitrice di ben 4 Oscar tra cui Miglior Film Straniero. Quello che non sapete, forse, è che esiste anche una versione televisiva che dura addirittura 5 ore e 12 minuti! Come potete ben immaginare, la durata maggiormente dilatata ha permesso all'autore di approfondire al meglio alcuni passaggi e personaggi, rendendo l'opera, se possibile, ancora più ipnotica e travolgente. Recuperatela nei meandri della rete!

Proveniente dalla televisione è anche La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana, che nonostante la sua origine seriale in 4 episodi, è stato lanciato al mercato estero (e successivamente anche in Italia, complice la sua vittoria nella sezione Un certain regard di Cannes) come un lunghissimo film di 6 ore e 40 minuti. Meglio così, in quanto l'approccio del cineasta italiano è decisamente più cinematografico che televisivo, e a risultare è una fresca e nostalgica epopea che racconta 37 anni della storia italiana, dal 1966 al 2003. Nel cast, un gruppo di sfavillanti attori che per un attimo hanno davvero rappresentato il meglio del nostro cinema, da Alessio Boni a Jasmine Trinca, passando per Luigi Lo Cascio e Maya Sansa. 

Virando altrove, possiamo poi consigliarvi Jeanne Dielman, 23 quai du Commerce, 1080 Bruxelles di Chantal Akerman, che vede in scena una vedova casalinga alle prese con le sue faccende giornaliere. Tutto pare procedere nella solita routine, ma a scombussolare la sua esistenza saranno degli avvenimenti inaspettati. Un po' studio antropologico e un po' ritratto minimalista della vita post-moderna, il difficile film della Akerman (3 ore e 45 di durata!) è uno di quelli che si svelano lentamente durante il tempo della visione, portando dettagli ed evocazioni sempre maggiori oltre la sua facciata da pellicola statica. 

[Leggi anche: Per Chantal Akerman un'installazione a Gerusalemme]

Infine, cambiando totalmente continente, ecco le 3 ore e 4 minuti di Kwaidan – Storie di fantasmi, immensa pellicola girata da Masaki Kobayashi nel 1964. Per quanto sia etichettata come un horror, guai a farsi ingannare dal genere, in quanto a risaltare, più che il facile spavento da apparizioni spettrali e quant'altro (che comunque ci sono), è in verità la meticolosa cura del regista per la messa in scena e le ambientazioni. Kobayashi, insomma, ha l'attenzione focalizzata sulla resa visiva e sugli effetti cromatici, riuscendo a creare una perenne atmosfera di suggestiva ipnosi. Divisa in 4 storie provenienti dai racconti di Yakumo Koizumi, difficile decretare quale possa essere la migliore: decidetela voi a fine visione. 

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