Ritratto di Erika Favaro
Autore Erika Favaro :: 19 Giugno 2016

Da Bergman a Iñárritu, moltissimi sono i registi che si sono fatti influenzare - consapevolmente o meno - dal nostro grande regista

La grande bellezza

Quando uscì 8 ½ di Fellini, nel 1963, non tutti accolsero il film con entusiasmo. In molti faticarono a capire lo spirito onirico e surreale del regista rimproverandogli di aver tradito per sempre le sue radici neorealiste. Come per molte cose della vita però, a volte anche i film hanno bisogno di sedimentare nell’immaginario delle persone, hanno bisogno di tempo per essere pienamente apprezzati. E infatti il film con Mastroianni è oggi considerato un capolavoro assoluto da chiunque, primi fra tutti i registi che in molte occasioni hanno voluto omaggiare 8 ½ nei loro film, vediamo alcuni esempi:

La grande bellezza
Molti paragonano il film di Paolo Sorrentino a La dolce vita, ma guardando bene c’è anche moltissimo 8 ½. Guarda caso anche il film del 2013 non è stato lodato all’unanimità e forse anch’esso ha bisogno di un po’ di tempo per essere compreso a pieno. Così come Jep Gambardella cerca di trovare il suo posto in un mondo che gli sembra sempre inadeguato, così anche Guido Anselmi era alla ricerca di una definizione di bellezza, di un ruolo per la bellissima Claudia Cardinale.

Persona
Negli anni Sessanta, l’Italia aveva Fellini, la Svezia aveva Ingmar Bergman. Entrambi i film sono una riflessione sull’arte tout court e in particolare sul cinema. Il film con Bibi Andersson e Liv Ullmann rompe qualsiasi barriera tra il soggetto del racconto e il pubblico, indaga la natura della pellicola e del rapporto tra la parola e l’immagine.

Tree of life
Prima che uscisse girava la voce che il film di Terrence Malick sarebbe stato il 2001: Odissea nello spazio del nuovo millennio, un film poco capito dai contemporanei ed osannato dalle giovani generazioni. Ciò che è certo al momento è che il modo in cui il regista ha combinato riflessioni sulla vita, sull’amore, sulla memoria e sulla perdita ha l'inconfondibile impronta di Fellini in chiave anglosassone; in entrambi i film il confine tra ciò che è ricordo, sogno e realtà è labile.

[Leggi anche: Tutti i film preferiti da Ingmar Bergman]

Birdman
Anche in questo caso ciò che accomuna Iñárritu e Fellini è la visionarietà con cui usano la meta cinematografia. Riggan Thompson (Michael Keaton), l’attore caduto in declino dopo aver interpretato il supereroe Birdman, non riesce più ad analizzare se stesso e la sua vita e soprattutto non riesce più a trovare l’ispirazione; il protagonista è in qualche modo la versione post-moderna di Guido Anselmi. 

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