Ritratto di Erika Favaro
Autore Erika Favaro :: 27 Novembre 2016

Moltissimi (e diversissimi) sono i film in cui si raccontano rapimenti e sequestri di persona

Misery non deve morire

Il rapimento è da sempre uno dei topoi narrativi più diffusi nel cinema. Presente in quasi tutti i generi, apre la trama ad un ventaglio di possibilità infinite ed è tuttora molto in voga al cinema, basti pensare ad Ave, Cesare! dei fratelli Coen o a Room, film che è valso l’Oscar come Miglior Attrice a Brie Larson. Solo questi due esempi permettono di farsi un’idea di quanto ci si possa giocare con le variazioni sul tema, ecco alcuni film che hanno saputo farlo in modo impeccabile:

Il silenzio degli innocenti
La giovane agente dell’FBI Clarice Starling (Jodie Foster) deve riuscire a trovare dove si nasconde un assassinio che scuoia giovani donne, per farlo deve dialogare con Hannibal Lecter, ex psichiatra cannibale attento conoscitore della mente criminale. Il killer Buffalo Bill tiene le sue vittime nel suo seminterrato, in una delle location più angoscianti e meglio raccontate del cinema. Le scene girate nel suo nascondiglio sono diventate iconiche, sono entrate nel nostro immaginario collettivo e soprattutto nei nostri incubi.

Prisoners
Il film di Denis Villeneuve potrebbe essere considerato il film sui rapimenti per eccellenza perché l’incubo del sequestro di persona pervade l’intera pellicola in cui si raccontano le indagini attorno a due bimbe scomparse nel nulla. Aaron Guzikowski ambienta la sua sceneggiatura in una periferia non identificata e pone al centro della storia le relazioni tra i famigliari delle due piccole.

Buried – Sepolto
Esercizio di stile riuscito quello del regista Rodrigo Cortes che ambienta quasi tutto il film all’interno di una bara dove è stato rinchiuso (non si sa perché) il suo protagonista. Paul Conroy (Ryan Reynolds) ha con sé solo un cellulare, una matita e un accendino e con questi tre oggetti tenterà di salvarsi la vita.

Misery non deve morire
Rob Reiner dirige questo celebre film in cui si racconta di uno scrittore preso in ostaggio da una sua grandissima ammiratrice che non vuole vedere la sua serie preferita finire. Guarda caso la donna, Annie Wilkes (Kathy Bates), è psicologicamente disturbata e presto comincia a manifestare comportamenti a dir poco inquietanti.

[Leggi anche: Nessuno vuole comprare la casa de "Il silenzio degli innocenti"]

Dalle 9 alle 5... orario continuato
Tre donne (Jane Fonda, Lily Tomlin e Dolly Parton) si ritrovano a lavorare in un’azienda con a capo un dirigente tirannico e maschilista. Le tre colleghe pensano di averlo incidentalmente avvelenato, ma quando si accorgono di non aver commesso alcun reato decidono di sequestrarlo. Il film di Colin Higgins dimostra come il rapimento possa essere anche trattato in chiave comica, con un richiamo però ad un tema – gli abusi sul lavoro – che di divertente vanta assai poco.

Categorie generali: 

Facebook Comments Box