Ritratto di Redazione
Autore Redazione :: 26 Ottobre 2015

Nell'epoca dei vari iPhone, GoPro, e di tutti i programmi per montare le immagini in maniera elementare direttamente da casa propria, ha ancora senso ricorrere a dei professionisti o a degli strumenti professionali?

ripresa video con cellulare

Nell'epoca dei vari iPhone, GoPro, e di tutti i programmi per montare le immagini in maniera elementare direttamente da casa propria, ha ancora senso ricorrere a dei professionisti o a degli strumenti professionali? Una domanda che potrebbe suonare come nuova e attuale, ma in verità vecchia di almeno cent'anni, ovvero da quando il campo artistico è entrato nella modernità più anarchica che ha letteralmente cambiato la percezione della creazione come pura “capacità tecnica”. Cioè, dall'inclusione, nell'arte, non solo delle persone che sapevano disegnare/dipingere/creare bene con un talento al di fuori del comune, ma anche della nuova guardia che ha iniziato a far la cacca nelle scatolette (Manzoni), a bucare dei pezzi di carta (Fontana) o a mettere degli orinatoi in mezzo alla stanza (Duchamp).

Lo stesso, probabilmente, possiamo dire del cinema: da una parte abbiamo una corrente che ha necessariamente bisogno della capacità tecnica e delle strumentazioni più avanzate. Pellicole che non potrebbero mai fare a meno dell'ultimo modello Arri Alexa o del miglior direttore della fotografia su piazza: sono, solitamente, i lavori concepiti per il circuito commerciale, per il vasto audience che quando paga 8/9/10 euro alla sala cinematografica, esige almeno che l'effetto speciale sia fatto come si deve e che le scenografie non siano di cartapesta. 

Dall'altra, abbiamo invece una seconda corrente che di tutte queste cose riesce a fare a meno, e questo semplicemente perché non punta al cinema commerciale. Pensiamo ad un autore che da queste parti abbiamo citato diverse volte, ovvero Khavn De La Cruz, uno che diversi film li ha girati praticamente senza crew e con una camera semi-scadente, con luce più o meno casuale e ambientazioni con zero ricostruzioni. Un pezzente, penserete. Ma per vostra informazione, in verità i suoi lavori sono stati invitati dai più rinomati festival internazionali, da Rotterdam a Pesaro, passando per Tokyo e Toronto. E come lui ce ne sono tantissimi altri, e pensiamo al ben più celebrato Kim Ki-duk, la cui ultima pellicola, Stop, è stata creata tipo in una manciata di giorni senza direttori della fotografia, scenografi né nessun altro. 

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Per tornare alla domanda iniziale, quindi, la risposta può decisamente essere solo questa: dipende da quello che volete fare, se intendete dipingere un paesaggio sontuoso su tela o se invece siete più propensi a fare la cacca in un barattolo. Tanto, alla fine, e questo pensiamo che voi lo sappiate, non saranno gli strumenti a rendere il vostro film bello o meno, ma la sostanza oltre la mera superficie. D'accordo, per realizzare un Batman v Superman avete bisogno degli strumenti tecnici e dei professionisti più rinomati del settore, ma una Arri Alexa o un direttore della fotografia geniale, alla fine, non hanno mai salvato una brutta pellicola dalla sua bruttezza.

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