Ritratto di Marco Rovaris
Autore Marco Rovaris :: 16 Luglio 2014

L'artista, sceneggiatrice e filmmaker belga ha preparato una mostra basata su un viaggio presso la città di Arad. Israele e le location circostanti hanno dato lo spunto alla Akerman per una serie di scatti che saranno proiettati a Gerusalemme

Chantal Akerman

Chantal Akerman, regista, sceneggiatrice e artista belga nota soprattutto per il film Jeanne Dielman, 23, Quai du Commerce, 1080 Bruxelles (1975), aprirà martedì sera presso la Hansen House, sede della ex Colonia di Lebbrosi di Gerusalemme, l’installazione “De la Mer (e) au Désert” presso il Mamuta Art and Media Centre.

Ispirata a una gita alla città di Arad, al confine del Negev e dei deserti della Giudea, visitata per la prima volta durante le riprese del suo documentario contemplativo su Israele, Là-bas, ispirato da un soggiorno a Tel Aviv, la mostra offrirà diversi scatti in movimento proiettati sulle pareti di pietra del seminterrato a volta dell'edificio.

La Akerman ha descritto l'installazione come un'esperienza coinvolgente, che ha lo scopo di disorientare i visitatori, dando loro l'impressione di viaggiare attraverso un contesto desertico non specifico ad alta velocità. "Volevo giocare con questo spazio specifico" ha detto. "È un'esperienza molto fisica che sto cercando di creare. Nulla è ancora, tutto è continuamente in movimento, tutto il tempo. Non c'è narrazione. Non si può davvero descrivere... è primordiale".

Martedì sera, nell'ambito dell'inaugurazione, la Akerman leggerà alcuni estratti dal suo lavoro autobiografico Ma mère Rit, riguardante il suo rapporto con la madre nei suoi ultimi anni. Ci saranno anche proiezioni regolari del suo ultimo documentario senza titolo sugli ultimi anni di vita della madre, che descrive come un lavoro work-in-progress nel corso del mese prossimo.

L'installazione, realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Arti visive della Bezelel Art Academy e il sostegno del Fondo Famiglia Ostrovsky, si svolgerà nell'ambito del Jerusalem Film Festival.

La celebre regista è stata un’ospite regolare del festival dal 1970. "Penso di essere arrivata qui con Jeanne Dielman", ricorda alludendo al suo pluripremiato film su una casalinga annoiata descritto dal New York Times come "il primo capolavoro femminile nella storia del cinema".

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