Ritratto di Marco Rovaris
Autore Marco Rovaris :: 6 Aprile 2015

Omaggio a due grandi autori organizzato da Fondazione Cineteca Italiana in collaborazione con la Cinématèque Française, della quale Langlois è stato proprio uno dei due fondatori. Gianni Comencini fece della conservazione dei film una ragione di vita

Henri Langlois

Venerdì 10 e sabato 11 aprile 2015, presso il MIC - Museo Interattivo del Cinema, Fondazione Cineteca Italiana in collaborazione con la Cinématèque Française presenta HENRI LANGLOIS & GIANNI COMENCINI: DUE GRANDI CINETECARI, un piccolo omaggio a due uomini che hanno dedicato la loro vita al cinema.

Nel 1977 scompariva Henri Langlois, mitico intellettuale nato a Smirne, critico, cinefilo, pioniere del movimento cinetecario, collezionista, cultore del cinema muto. La Cinémathèque Francaise, da lui fondata nel 1936 insieme a Georges Franju, oltre ad avergli dedicato una splendida mostra a Parigi, ha approntato per il centenario della nascita (1914) un’imponente rassegna, divisa in varie sezioni. Ad essa possono attingere anche quest’anno le istituzioni che desiderano rendere omaggio a una figura che è stata un riferimento imprescindibile per le cineteche di tutto il mondo. 

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La Cineteca Italiana approfitta di questa proposta nel decennale della scomparsa di Gianni Comencini. Anche e soprattutto per ricordare colui che, a fianco fin da subito del fratello Luigi, si è dedicato con passione al mestiere di “cinetecario”, ingegnandosi in mille modi per salvare i film, trovare i mezzi per conservarli e restaurarli, tessere relazioni, conquistare credibilità presso le istituzioni.

Organizzatore culturale, conservatore, e negli ultimi anni presidente, Gianni ha potuto veder realizzato solo metà del suo sogno: la creazione di una fondazione di interesse pubblico, la conquista di una sala prestigiosa come Spazio Oberdan. Sarebbe stato felice, lui sempre aperto alle novità, di assistere alla rinascita in veste interattiva del piccolo Museo del Cinema creato da lui e da Walter Alberti fin dal 1985, e di constatare, con l’apertura del nuovo Archivio Laboratorio, la realtà di una sede finalmente adatta ad essere la “casa” milanese dei film. Una casa abitata dalle molte pellicole che hanno fatto la storia del cinema e che, grazie al digitale, sono ora di più facile accesso. 

La Francia è stata per Gianni Comencini il Paese della formazione sentimentale e professionale, rappresentando per lui la scoperta del cinema e del mondo degli archivi filmici. Le prime rassegne della Cineteca Italiana, negli anni ’40, non si sarebbero potute organizzare senza l’aiuto di Langlois e della Cinémathèque, che riceveva in cambio i film muti con le mitiche ‘dive’ italiane.

Questo doppio omaggio vuole essere la sintesi di molte cose: ci sono gli autori amati da entrambi e i loro film del cuore, i ritratti a loro dedicati, le loro incursioni nella regia (Le Métro, per Langlois) e nella sceneggiatura (Due dollari al chilo, per Comencini), le pellicole salvate e restaurate dalla Cinémathèque Française e dalla Fondazione Cineteca Italiana. La musica dal vivo è come sempre un prezioso valore aggiunto per i film che, siano essi in pellicola 35mm ormai al tramonto o nei file che viaggiano per l’etere, ci ricordano che il cinema è la più immateriale e magica delle arti, e che la sua memoria è un patrimonio che non può e non deve andare disperso.

Ecco il programma:

Venerdì 10 aprile
h 15.00 Partie de campagne (Jean Renoir, Francia, 1936, b/n, 40’, v.o.sott.it., con Sylvia Bataille, Jeanne Marken)
Estate 1860: Juliette, moglie del commerciante Dufour, e sua figlia Henriette vengono corteggiate da due giovanotti - Henri e Rodolphe - nel corso di una giornata trascorsa nella campagna francese.

h 17.00  Conversation avec Henri Langlois (1975, 22’, v.o. traduzione dal vivo)
Intervistato al Musée du Cinéma al Palais de Chaillot, inaugurato nel 1963 alla presenza di Chaplin, Langlois espone la sua visione della storia del cinema evocando i capolavori che l’hanno costituita.

a seguire

Gianni Comencini – Lunga vita al cinema (Paolo Lipari, Italia, 2004, 25’)
Per la prima volta Gianni Comencini, vincendo l’abituale riservatezza, si rivela davanti all’obiettivo del regista e amico Paolo Lipari, che ne segue gli spostamenti con incuriosita partecipazione: dall’archivio alla sala dello Spazio Oberdan, dagli uffici della Cineteca al privato “rifugio” valtellinese.

a seguire

Due dollari al chilo (Paolo Lipari, Italia, 2000, 15’)
Documentario scritto da Gianni Comencini e Matteo Pavesi sull’industria dei film e le sue ciniche logiche di distruzione.

h 19.00 Il mago dei trucchi George Méliès (53’, edizione restaurata da Cinémathèque Française)
Proiezione di 8 corti muti realizzati da Méliès tra il 1897 e il 1906 preceduti da un estratto del documentario “Parlons cinema” su Georges Méliès. Tra i corti proposti “L’illusionniste fin de siècle” (1899), “La Chrysalide et le papillon d’or” (1900) “Le Royaume des fées” (1903), “Le Merveilleux éventail vivant” (1904) e molti altri.

Con accompagnamento musicale dal vivo di Francesca Badalini

h 21. 00 Cinema d’avanguardia (AA. VV., 56’)
I corti più significativi delle avanguardie storiche della storia del cinema: “Jeux arborescents” (Emile Malespine, 1931, 5’), “Lumière et ombre” (Alfred Sandy, 1928, 5’) “La Tour” (René Clair, 1928, 12’), “Le Ballet mécanique” (Fernand Léger, 1924, 15’), “L’Etoile de mer” (Man Ray, 1928, 15’), “Pour vos beux yeux” (Henri Storck, 1929, 4’)

Con accompagnamento musicale dal vivo di Francesca Badalini.

 

Sabato 11 aprile
h 15.00 Conversation avec Henri Langlois  (1975, 22’, v.o. traduzione dal vivo) Replica

A seguire
Gianni Comencini – Lunga vita al cinema (Paolo Lipari, Italia, 2004, 25’) Replica

A seguire
Due dollari al chilo (Paolo Lipari, Italia, 2000, 15’) Replica

h 17.00 I racconti fantastici di Abel Gance (83’, edizione restaurata da Cinémathèque Française)
Uno dei “padri” del cinema francese, il visionario, decadente, straripante Abel Gance, l’autore di J’accuse e di Napoleon, firma due film muti eccentrici e sperimentali: La folie du Dr Tube e Les gaz mortels.

La folie du Dr Tube (Abel Gance, Francia, 1915, b/n, muto, v.o. sott. it., 14’)
Favola macabra di uno scienziato-alchimista alle prese con decotti, polveri magiche, specchi deformanti.

A seguire

Les gaz mortels (I gas mortali ovvero La nube sulla città) (Abel Gance, Francia, 1916, b/n muto, 69’, v.o. sott. fr.)
Lo scienziato Hopson, che mette la sua scienza al servizio dell’umanità, sventa i piani criminosi di due nipoti che mirano all’eredità.

Con accompagnamento musicale dal vivo di Antonio Zambrini.

h 19.00 Nouvelle Vague: esercizi di stile sul filo della memoria (61’)

Mon Chien (Georges Franju, 1955, 20’, v.o.)
Un bellissimo pastore tedesco abbandonato in autostrada dai padroni che vanno in vacanza. Allora come oggi.

L’amour existe (Marcel Pialat, 1960, 19’, v.o.)
Il malinconico fascino della banlieue parigina nei ricordi di chi l’ha vissuta da bambino.

Le Métro (Georges Franju e H. Langlois, 1935, 8’)
Il primo documentario a quattro mani di Langlois e Franju, un saggio impressionista sulla metropolitana parigina.

Chanson de gestes (Guy Gilles, 1967, 14’)
La poetica dei gesti quotidiani e familiari della gente comune - passanti, artigiani, operai, contadini - colti da una prospettiva originale.

h 21.00 Il porto delle nebbie (Marcel Carné, Francia, 1938, b/n, 90’)
Jean, disertore dell’esercito coloniale, si reca al porto di Le Havre per imbarcarsi clandestinamente per il Venezuela. Lungo il tragitto incontra diverse persone, fra cui Nelly. Dopo una notte d’amore Jean sorprende il vecchio e ripugnante tutore di Nelly che cerca di violentare la donna. Lo uccide, e il suo destino non sarà migliore.                                                                                                         

INFO
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