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Autore Pierre Hombrebueno :: 30 Maggio 2015

Tante, troppe le teorie che si sono costruite nel corso del tempo su "Shining" di Stanley Kubrick. Ma la vera risposta a questi misteriosi enigmi? Ce la dà il produttore esecutivo della pellicola, Jan Harlan

Shining

Il cinema è pieno di quei film da cui nel corso degli anni sono scaturite le teorie più disparate per sviscerarne sensi e possibili significati nascosti. Lavori enigmatici, come potrebbero essere Donnie Darko di Richard Kelly o Inland Empire di David Lynch, che hanno letteralmente spappolato il cervello dei cinefili in cerca di logica, di chiarezza, di spiegazioni. Uno dei registi più analizzati, ovviamente, è Stanley Kubrick, e non stiamo parlando solamente del trip in acido che è 2001: Odissea nello spazio, ma anche di una pellicola apparentemente più neutrale come Shining.

Diverse le domande che l'opera ha aperto nel corso del tempo, come quelle riguardanti la misteriosa fotografia finale che ritrae il protagonista Jack Torrance in una festa degli anni '20: una cosa pressoché impossibile, dato che le vicende si svolgono molto tempo dopo. Ecco allora un susseguirsi di possibili interpretazioni, tra metafore e schemi sull'orlo dell'assurdo. Ora, a svelarci finalmente l'unica risposta chiara è uno dei produttori esecutivi del film, Jan Harlan, presente in una proiezione speciale per il 35° anniversario della pellicola. Ecco cos'ha detto agli intervistatori di Hollywood Reporter: “La gente ha pensato che la pellicola dovesse avere un senso. Ma non è così. È un film sui fantasmi, fine della storia. È completamente misterioso. Quando alla fine vedi Jack Nicholson in una fotografia del 1923, non puoi chiederti 'Ma com'è possibile?', perché nessuno potrà mai avere la risposta. Kubrick ha sempre detto, 'Non provare mai a spiegare qualcosa che nemmeno tu stesso capisci'”. 

[Leggi anche: Il senso di "Shining": l'abuso sessuale e la storia che si ripete]

Insomma: smettetela di scervellarvi, mettete il cuore in pace e accettate il fatto che non tutti i film possano essere decifrati per filo e per segno, e che talvolta è il regista stesso a non avere spiegazioni logiche sulle cose che racconta o mostra. Non penserete mica davvero che Lynch abbia inserito un significato subliminale in ogni singolo fotogramma di Eraserhead vero? Nel caso di Shining, comunque, trattasi solamente dell'ennesima prova di come il capolavoro di Kubrick sia arrivato fino al 2015 preservando il massimo della sua potenza, come un'opera mai invecchiata e costantemente evocativa. 

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