Ritratto di Erika Favaro
Autore Erika Favaro :: 23 Novembre 2015

Le pietre miliari del cinema mondiale, ma anche titoli più inaspettati nella lista stilata dal sito Brightside.me

Qualcuno volò sul nido del cuculo

Come si impara a parlare? Ascoltando. Come si impara a scrivere bene? Leggendo. Come si impara a fare cinema? (Anche) guardando film. Per muoversi nel mondo della settima arte è infatti fondamentale costruire un proprio gusto, capire quali sono i nostri maestri per poi mangiarli come insegnava Pasolini. Il sito Brightside.me  ha stilato una lista di venti titoli da cui non si può prescindere. Per apprezzarla non serve essere aspiranti registi, basta semplicemente amare il cinema.

Non si tratta solamente di grandi classici, ciò che contraddistingue l'elenco è proprio la presenza di capolavori che non sempre sono considerate pietre miliari nonostante la grandezza dei registi.

Il primo titolo è Qualcuno volò sul nido del cuculo del 1975, uno dei primi film a denunciare il trattamento disumano subito dai pazienti psichiatrici con uno sbalorditivo Jack Nicholson diretto da Miloš Forman. Un film intimo e poetico che non compare spesso tra queste liste è il meraviglioso Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera, film del 2003 di Kim ki-Duk in cui attraverso la storia di un monaco buddhista che vive in un eremo si riflette sulla circolarità delle stagioni, della vita come quelle della natura. Un film che invece non manca mai tra i preferiti di tutti i cineasti è C'era una volta in America di Sergio Leone.

A rappresentare la grande stagione del cinema muto ecco Luci della città, storia del delicato incontro tra il vagabondo malinconico e la fioraia non vedente scritto, diretto e interpretato da Charlie Chaplin nel 1931.

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Largamente rappresentata è la cinematografia statunitense, dalle origini con Frank Capra (Accadde una notte), passando per titoli degli anni Novanta come Will Hunting – Genio ribelle (1997), passaggio nel cinema cosiddetto “mainstream” del grande Gus Van Sant. Ad essere meno conosciuto probabilmente è Nick mano fredda, film del 1967 di Stuart Rosenberg con un impeccabile Paul Newman.

La lista continua, e il bello è che ogni anno sarà possibile aggiornarla, mantenerla viva.

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