Ritratto di Marco Rovaris
Autore Marco Rovaris :: 7 Settembre 2014

Cosa dovrebbe sapere un direttore della fotografia prima di mettersi all'opera per comporre un'inquadratura. 15 minuti di filmato per imparare le regole della costruzione dell'immagine, dai tempi del muto all'epoca del digitale

I 400 colpi di François Truffaut, esempio di composizione dell'immagine

L'arte di comporre un'immagine, di fare e illuminare un'inquadratura è vecchia tanto quanto il cinema. Il mestiere del direttore della fotografia è rinomato tanto quello del regista: è lui spesso a studiare l'immagine e la provenienza della luce, a modulare i colori e la posizione dei corpi, a ragionare secondo la celeberrima regola dei terzi. Un tempo il cinema non richiedeva una particolare attenzione ad aspetti divenuti poi fondamentali, perché i film delle origini erano focalizzati sulla cattura del movimento attraverso la luce che entrava nella celluloide. Dalla notte dei tempi all'era del digitale, questo l'arco di tempo preso in esame in questo filmati di 15 minuti realizzato da Press Play, nel tentativo di illustrare la storia della composizione cinematografica.

Si parla di forma, altezza, formato, profondità, angolazione e di tutti i segreti dei quali un direttore della fotografia può usufruire per costruire un'immagine di alto livello. Tante le suggestioni e tanti gli interrogativi: quanti personaggi mettere? A che distanza? In che occasione è conveniente propendere per un oggetto di forma sferica e in che occasione per uno di forma rettangolare? Quale emozione suscita nello spettatore un certo tipo di prospettiva? Si opta per una luce diretta o rimbalzata?

Si parte con accenni alla pittura e alla questione del punto di vista, attraverso l'occhio della macchina da presa nei classici del muto all'avvento del digitale, con parole mutuate da Scorsese e Curtis Hanson e frammenti di classici come Intrigo Internazionale, The Great Train Robbery, Ben Hur, Cabaret e Indiana Jones. C'è anche Roger Ebert che parla di quando Spielberg si lamentava dei suoi film girati in widescreen che, in tv, venivano tagliati. Una bella carrellata che rivela quanti piccoli particolari si possono considerare per imparare a costruire un'immagine nel modo più efficace in base ai propri obiettivi.

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