Ritratto di Erika Favaro
Autore Erika Favaro :: 5 Gennaio 2016

Non tagliare troppo ma eliminare il superfluo, non abusare degli effetti e provare a sovvertire alcune regole: ecco i consigli per gli aspiranti montatori

i segreti del montaggio

Ormai è possibile accostarsi al montaggio anche da autodidatti. Certo, per imparare è sempre bene ascoltare la voce di un maestro – anche solo per conoscere alcune regole e poi sovvertirle – ma non si può ignorare che grazie ai software di oggi in molti casi ci si può anche allenare da soli. Basta avere delle piccole attenzioni per evitare di commettere gli errori più comuni in cui si imbattono i montatori che praticano l'arte in modo più o meno amatoriale. Ecco cinque consigli da tenere sempre in considerazione:

Non tagliare troppo
Un'idea diffusa è quella che più tagli si facciano, più movimentato e professionale riesca il lavoro. Non è così, come nella scrittura tra due aggettivi è sempre meglio sceglierne uno, anche nel montaggio “meno è meglio”. Usa solo il girato che reputi di qualità, non inserire ciò di cui sei insicuro solo per il gusto di mostrare che hai molto materiale.

Elimina il superfluo
Un altro problema del montaggio amatoriale può essere quello di non riuscire a capire cosa invece si debba per forza eliminare. Non tutte le battute di un dialogo sono indispensabili, non tutto dev'essere sempre spiegato per filo e per segno allo spettatore.

Sii creativo durante i dialoghi
Due persone stanno parlando: un campo-controcampo regolare ad un certo punto può risultare noioso e didascalico come certa televisione di bassa qualità. Un primo piano sull'attore che ascolta può stupire e far scoprire nuove sfumature della conversazione.

[Leggi anche: Come montare un filmato con la musica. Tutorial di Larry Jordan]

Non abusare di filtri e transizioni
Nove volte su dieci un semplice taglio netto è la scelta migliore per passare da una scena all'altra, lasciamo che ad usare filtri e transizioni particolari siano i professionisti che ricorrono a queste tecniche con cognizione di causa.

Non iniziare sempre da un piano di insieme
Nelle scuole di cinema spesso invitano a girare un piano d'insieme e un primo piano per almeno ogni scena. Il primo viene spesso usato come inquadratura di apertura grazie alla sua capacità di parlare del contesto spazio-temporale del film, poi quando entrano in scena i personaggi si passa ai primi piani. Ci sono volte in cui trasgredire queste convezioni gioverà al vostro lavoro in termini di dinamismo e originalità. Prova a iniziare da un dettaglio e ad allargare poco a poco il punto di vista.

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