Ritratto di Marco Rovaris
Autore Marco Rovaris :: 12 Giugno 2014

La nipotina d'arte rivela gli antefatti di Palo Alto, suo debutto alla regia e adattamento dell'omonima raccolta di racconti brevi di James Franco, che recita anche nel film. La trama gravita intorno a degli incontrollabili adolescenti californiani

Gia Coppola gira Palo Alto

A Hollywood tutto può succedere, è una questione di sangue - nel senso di parentela - e di contatti. Ed ecco che Gia Coppola sta facendo il giro del mondo per presentare il suo primo film, Palo Alto, adattamento dell'omonima raccolta di racconti brevi dell'attore e regista James Franco, che ha anche una parte nel film. Franco non ha voluto curare la trasposizione, lasciando a Gia l'incombenza della scrittura, supportata dal cast di teenager tra i quali spiccano Emma Roberts, nipote di Julia, e Jack Kilmer, figlio del buon Val e a cui Gia faceva da babysitter tanto tempo fa. Solo in America...

Non guasta ricordare che il nonno della regista è il grande Francis Ford, del quale Gia ammette di non aver ancora visto tutti i film, anche perché alcuni sembrano inavvicinabili e tenuti sotto chiave dal vecchio volpone regista di Apocalypse Now e Il padrino. Ma la vera ispiratrice della poetica dell'ultima star della famiglia Coppola pare sia la zia, Sofia, il cui Il giardino delle vergini suicide sembra un riferimento tenuto costantemente a mente in Palo Alto; mentre Marie Antoniette con Kirsten Dunst è uno dei film più amati e fonte di ispirazione.

L'incontro con Franco è avvenuto dopo un triennio di studio di fotografia al Bard College, al seguito del grande fotografo Stephen Shore, esperienza che si accompagnava a un lavoro da barista che Gia ha voluto fortemente per sperimentare uno status diverso da quello di persona agiata. Decisa a incrementare nuovi stimoli, Gia è venuta in contatto appunto con l'attore di Il grande e potente Oz, grazie alla mediazione della madre, Jacqui de la Fontaine, che la chiamò all'anagrafe Giancarla in onore del marito Gian Carlo, morto in un incidente acquatico nel 1986 quand la futura figlia era poco più di un embrione. Ma Giancarla è complesso da pronunciare per gli amici, meglio Gia...

Il feeling artistico tra i due è scattato immediatamente quando Gia ha mostrato a Franco delle foto e lui, in cambio, le ha girato degli estratti della sua raccolta non ancora pubblicata. Lei è rimasta folgorata dagli scritti e ha deciso di farne un film; Franco è stato un mentore, tranquillizzandola e permettendole di scegliere le storie che preferiva e di iniziare a creare una visione di insieme senza pensare troppo ai dialoghi. L'ha anche portata al Sundance nel 2013 per abituarla al clima da red carpet, il resto è venuto da sé. La storia vede un'adolescente vergine indecisa tra un carismatico compagno di classe e un mite insegnante di calcio: la sua crescita interiore sarà totalmente fuori dai cliché e dallo stile da Gossip Girl a cui gli americani sono abituati. 

Trailer di Palo Alto

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