Ritratto di Enrico Bulleri
Autore Enrico Bulleri :: 4 Agosto 2017
"Poliziotto Sprint" (Italia 1977), Stelvio Massi. Manifesto cinematografico italiano originale prima distribuzione Titanus

Recensione di "Poliziotto Sprint", diretto nel 1977 da Stelvio Massi, con l'iconico Maurizio Merli protagonista nella parte del poliziotto-"driver" Marco Palma. Questo storico "poliziottesco", mai uscito in dvd italiano, finalmente in DVD grazie a 01

Maurizio Merli (Marco Palma), Giancarlo Sbragia (Comandante Tagliaferri), Angelo Infanti (Jean Paul Dossena/"Il Nizzardo"), Lilli Carati (Francesca), Regia di Stelvio Massi

"Fare un lavoro semplice e sicuro con te è... beh... non funziona affatto, ma è divertente, come giocare a un gioco! E inoltre, sei famoso... un nome della famiglia!"

Orazio Orlando/Silicato a Maurizio Merli/Marco Palma

Marco Palma è un poliziotto a cui piace guidare in velocità. Secondo il suo superiore, il Comandante Tagliaferri (Giancarlo Sbragia), non vuole mettere la testa a posto, e dato che egli era in precedenza uno specialista degli inseguimenti ad alta velocità, Palma vuole essere anche lui lo stesso. Commettendo errori d’inesperienza e distruggendo in pratica qualsiasi macchina gli venga affidata, Palma sta cercando  di acciuffare una banda di super rapinatori di banche, in quel di Roma. Il loro capo è Jean-Paul Dossena detto il “Nizzardo”, un  super esperto autista di corse e inseguimenti, a causa sua Palma provoca inavvertitamente la morte del proprio collega Orazio Orlando durante un distruttivo inseguimento ad alta velocità, dal quale i banditi riescono a dileguarsi ancora. Sentendo il dolore per la morte del suo partner, Palma prevede di ritirarsi. Il suo capo, Tagliaferri, vedendo del potenziale in lui e nei suoi metodi di guida nelle difficoltà, decide di portarlo sotto la sua ala per insegnargli come poter acciuffare gli imprendibili rapinatori.

Maurizio Merli è qui protagonista in uno dei due film che fece con l'ex direttore della fotografia, Stelvio Massi, nel 1977. L'altro fu “POLIZIOTTO SENZA PAURA” (con Joan Collins, “POLICEMAN WITHOUT FEAR, FEARLESS nel titolo internazionale anglofono). “Poliziotto sprint” è il migliore, un film ancora oggi incredibilmente divertente e molto dinamico che dà all'attore pubblicamente amato da tutti i fan del poliziesco all’italiana che era Merli, la possibilità di poter impersonare un personaggio diverso da quelli soliti abituali che aveva fatto all’interno del genere, seppure sempre un polizotto, però di altra ispirazione. Il personaggio di Marco Palma pare interessato solo alle vetture veloci e all'emozione della caccia, nel segno del veramente esistito Maresciallo Spatafora e la sua pantera Ferrari della "Squadra volante" di P.S., nella Roma degli anni sessanta. È un irresponsabile e agisce d'impeto, nonostante tutti cerchino di dissuaderlo dall’assecondare i suoi impulsi, inclusa la sua fidanzata, interpretata da Lilli Carati ancora ben pre-hard. Palma porta molto antagonismo, invidia e rispetto per il suo superiore a causa del suo servizio passato e delle abilità di strada che portarono ad importanti arresti, compreso quello del “Nizzardo”, che gli costò cinque anni a Regina Coeli.

Merli interpreta qui un personaggio diverso dai suoi soliti, e molto meno “macho”. Non è il campione popolare del pubblico oppresso e terrorizzato degli anni di piombo. È più un'estensione "leggera", di quei ruoli di poliziotti violenti per necessità che lo resero popolari nei film di Girolami e Lenzi, prima che si consolidasse il suo rapporto di lavoro con Stelvio Massi. Il mondo popolato in “Poliziotto Sprint” (1977) è pieno di autisti da corsa che si trovano a essere rapinatori di banche per i rovesci della vita, mentre la polizia è apparentemente impotente per riuscire a fermarli. Palma vuole fare degli arresti, ma le sue abilità di guida hanno la precedenza su tutto il resto. Insolitamente, l'intero aspetto del crimine è secondario rispetto alle sfide portate durante inseguimenti stradali tirati allo spasimo, tra automobili rottamate e cadaveri, carambolaggi e stunt driver... e questo non è una cosa negativa.

C'è anche un tono più leggero e scherzoso inserito nella sceneggiatura. Sia Palma che il suo socio Orazio Orlando hanno diversi momenti da commedia durante gli iniziali 30 minuti del film, prima che il partner rimanga ucciso in un incidente. Le morti sono comunque limitate, se si pensa che soltanto due persone rimangono uccise, in tutto.

Il cattivo principale, Dossena, alias “Il Nizzardo” per le sue origini, e interpretato da Angelo Infanti, non è il tipico antagonista presente in questi film. Egli è più preoccupato per l'euforia di sfuggire ad una sicura cattura grazie alle sue grandi capacità di guida, e di sconfiggere la polizia, che di qualsiasi altra cosa. Le rapine sono viste quasi come un gioco. Dossena si riferisce ai poliziotti come suoi avversari e non ha piacere nell’usare le armi da fuoco per uccidere, solo come mezzo per tenere a bada le persone nelle banche, mentre lui e i suoi uomini riempiono i sacchi.

L'atteggiamento cavalleresco di Dossena verso la legge viene messo in evidenza quando va a visitare il suo vecchio avversario, il comandante Tagliaferri. È qui dove si impara di più su entrambi i personaggi e la loro rivalità passata. Questa scena dà anche maggiore peso al rapporto padre/figlio tra Palma e il suo capo. Palma vuole essere lo stesso grande membro della “Squadra volante” che era  il suo superiore nei giorni più giovanili. Tagliaferri vede questo in lui e prende Palma sotto l'ala per affinare le sue abilità in modo da poter finalmente porre fine alle sfide del “Nizzardo”. Avendo quest’ultimo precedentemente trascorso già sei anni di carcere, Tagliaferri non può arrestarlo perché nessuno è riuscito a farne una descrizione accurata, visto che lui e i suoi complici indossano tutti dei caschi integrali, durante le rapine.

Più tardi, una volta che Palma è stato reclutato per infiltrarsi nella banda di Dossena, gli viene dato un nuovo nome (Moreno) e un trascorso. Ben presto Palma riesce per  le sue doti di guida a ingraziarsi la cricca tutta presa dal demone della velocità, diventando velocemente amico del “Nizzardo”. Tuttavia, uno sfortunato imprevisto manda all’aria la partecipazione di Palma ad una rapina in banca della banda. La fidanzata di Palma interpretata da Lilli Carati, Francesca, lo vede fuori un pomeriggio e senza pensarci tradisce la sua vera identità a Dossena. Ecco dove il film delude un po'. Ci si aspettava che i cattivi prendessero in ostaggio Francesca la quale invece nella sparatoria tra Glauco Onorato - il braccio destro di Dossena - e Palma, riesce a fuggire, non portando quindi a quella che sarebbe potuta essere la sequenza d’azione in velocità più appassionante del film, facendo aumentare notevolmente il livello di tensione, dato che la donna di Palma è stata messa in pericolo. Mentre tutta la scena viene risolta frettolosamente con lei che viene spinta via, e la traccia che sembrava così importante di Palma che si infiltra nella banda per prenderli con le mani nel sacco, viene liquidata velocemente quasi come uno dei tanti veloci inseguimenti d’auto. 

Ancora, l'intero film rimane affascinante e dinamico. Pur se non lo definirei uno dei più grandi mai realizzati da Massi nel genere “Poliziotto solitudine e rabbia” gli è ad esempio superiore, rimane una buona prova, e uno dei migliori film italiani mai realizzati in termini di sequenze d’inseguimento automobilistico che abbia mai visto, soprattutto in termini di valori tecnici. “Poliziotto Sprint”  (1977) possiede certamente molta importanza all’interno del poliziottesco italiano, soprattutto per essere stato uno dei rarissimi tentativi di proporre Merli in un ruolo diverso da quello suo solito. Merli perse per il ruolo di Marco Palma anche i familiari baffi. L’amato attore cercava apparentemente di liberarsi dal persistente marchio di poliziotto, poiché era un po’ ingiustamente veicolato come clone di Franco Nero. Senza dubbio in questo ruolo è molto meglio di chiunque altro, ma sembra che il tipo di personaggio fosse inevitabile, per Merli. Nello stesso anno egli sarebbe stato anche il protagonista del suo unico western, il tardivo e molto bello, sepolcrale, "Mannaja” (1977) diretto da Sergio Martino.

Dopo i suoi coraggiosi sforzi per sperimentare (ma non discostandosi troppo per non perdere la formula del successo dei suoi personaggi), Merli tornò nel solco dei personaggi duri con “Il Cinico, l’infame, il violento”(1977) di Umberto Lenzi. Merli era troppo bravo nella parte in questo tipo di ruoli di poliziotti, e ne venne stereotipato. Nel marzo del 1989, Merli morì durante una partita di tennis, non molti anni prima di poter assistere alla rivalutazione del cinema di genere italiano, e nello specifico del suo personaggio, e del filone “poliziottesco all’italiana” di cui è stato uno dei massimi e più rappresentativi interpreti. Aveva soltanto 49 anni. La sua carriera si era praticamente chiusa da tempo, nonostante alcuni tentativi di reinventarsi in un diverso tipo di film e con diversi registi, dopo la morte del cinema popolare in Italia. “Poliziotto Sprint” non può fare appello a coloro che si aspettano un tipico ruolo di poliziotto violento da parte di Merli, ma per coloro che sono in grado di diversificarsi, troveranno sicuramente una dose super carica di intrattenimento, da parte di uno degli attori più iconici del poliziesco, e da un regista tra i maggiormente dotati tecnicamente del cinema di gangster e d’azione italiano, Stelvio Massi.

"Poliziotto sprint" non era mai uscito ufficialmente in dvd nell'home video italiano, se si esclude un dvd Hobby & Work del 2007, della collana "Il Cinema poliziesco all'italiana", che altri non era che un vhs-rip della vecchia CHV-Creazioni Home Video da nolo, del 1987.

Questo dvd 01 dal vecchio catalogo Titanus, appena uscito, ci restituisce il film con una qualità migliore e in formato panoramico 16:9 (seppure sul retro della fascetta sia erroneamente riportato un "4:3 1,79;1 Letterboxed"), dai colori più stabili e brillanti, buon dettaglio e luminosità del quadro, seppure non ripulito da graffi e segnetti dell'età della pellicola, rispetto certamente alle precedenti edizioni e al master di Raiuno, al solito tutto virato sul colore blu.

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