Ritratto di Annalina Grasso
Autore Annalina Grasso :: 2 Maggio 2014

Leopoldo Trieste in Sedotta e abbandonata

Il nome di Leopoldo Trieste (Reggio Calabria, 3 maggio 1917 - Roma, 25 gennaio 2003) non figura mai tra i grandi nomi del cinema italiano; il sensibile e timido intellettuale non è mai accostato ad attori come Mastroianni, Gassman, Tognazzi, Volonté che giustamente consideriamo come grandi protagonisti del nostro cinema.

Non ha interpretato ruoli da protagonista Leopoldo Trieste, a parte il tenero sposino Ivan Cavalli de Lo sceicco bianco, eppure la sua espressività, la sua recitazione, il suo talento catturavano lo spettatore, al pari dell’attore protagonista del film. Leopoldo Trieste è stato la prova che anche un attore non protagonista, con il suo carisma e la sua profondità intellettuale può dare vita a dei personaggi memorabili ed importanti all’interno della vicenda. Se Trieste non fosse stato il grande artista che era non avrebbe mai potuto duettare con Volonté in  A ciascuno il suo di Petri, né con De Niro ne Il Padrino di Coppola.

L’attore calabrese, in realtà, nasce come commediografo e drammaturgo,  (La frontiera e La cronaca ottengono un buon successo a teatro), vincendo diversi premi per poi dedicarsi alla scrittura cinematografica (I fuorilegge, I falsari, Febbre di vivere). Dopo la laurea in Lettere, si iscrive al corso di regia presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma dove si diploma nel 1941, probabilmente mai avrebbe pensato di diventare un attore stimato e prolifico (più di 100 film), cercato dai migliori registi; è Federico Fellini, suo amico, che gli apre la strada della settima arte, lo sceglie come protagonista de Lo sceicco bianco dove incarna simpaticamente il piccolo-borghese al quale importa solo salvare il buon nome della famiglia; Pietro Germi lo dirige in Sedotta e abbandonata nel ruolo di un nobile decaduto, e in Divorzio all’italiana; e, di nuovo  con Fellini, nel capolavoro I vitelloni dove veste i suoi stessi panni: è Leopoldo, aspirante commediografo che rimarrà deluso dalla conoscenza di un attore.

La brillante carriera di Trieste prosegue con altri ruoli importanti e commoventi, tra tutti il prete che censura le pellicole con i baci degli attori del magico Nuovo Cinema Paradiso di Tornatore e il reduce spagnolo che commuove Castellitto accennando alla canzone della resistenza ne L’uomo delle stelle.

Versatile, ironico, colto; Leopoldo Trieste è stato senza dubbio un grande protagonista del nostro cinema, vi è entrato umilmente, quasi fosse un intruso, amando il suo mestiere, amando l’arte.

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