Ritratto di Enrico Bulleri
Autore Enrico Bulleri :: 13 Gennaio 2018
La locandina di I nuovi centurioni

Recensione del classico dimenticato sui poliziotti di Los Angeles tratto dal libro omonimo di Joseph Wambaugh, diretto da Richard Fleischer nel 1972, e da poco pubblicato in Gran Bretagna su Blu-ray+dvd dalla Powerhouse/Indicator Limited Series

Il best seller di tutto il paese sui poliziotti – e scritto da un poliziotto!

Il Film sui poliziotti dal libro scritto da un poliziotto è adesso ad esplodere sullo schermo!

Il battito – Lo smog - La Città degli Angeli

Frasi di lancio originali

“I Nuovi centurioni” è un film cupo e dall’estremo realismo, che tanto ha influenzato le serie tv poliziesche successive a partire da “Hill Street Giorno e Notte” (Hill Street Blues)(1981-’87)- difatti vi è anche presente James B. Sikking che come Sgt. Howard Hunter, di quella serie sarà uno dei cardini-, uno dei primi in cui i ritratti dei poliziotti non si sono limitati a quelli dei personaggi più estremi – o delle santificazioni-, come ad esempio la serie televisiva “Adam-12” (1968-1975) e di quelli più scandalosi, come il “Dirty Harry” (Ispettore Callaghan, il caso Scorpio è tuo!) di Don Siegel del 1971.

Sulla base del primo romanzo di un ex poliziotto dell’L.A.P.D. nella vita reale, Joseph Wambaugh, “The New Centurions”, il film che il sempre valido Richard Fleischer ne ha tratto, occupa un posto molto importante fra questi titoli dei primi anni settanta. Caratterizzando i poliziotti come vittime della violenza fisica e psicologica, fortunati se soltanto riescono a raggiungere in vita l’età pensionabile, e data l’epoca, talvolta melodrammatico e spesso sovraccaricato nei toni.

Eppure, considerato come un dramma dai personaggi intensi, o come un correttivo storico di narrazioni unilaterali sui tutori dell’ordine come poteva essere stato un decennio prima il western revisionista sulle guerre indiane, “I Nuovi Centurioni” è a distanza di quarantacinque anni un film molto valido. Tecnicamente realizzato in maniera eccellente, con un'ottima fotografia a focali lunghe di Ralph Woolsey che cattura egregiamente la struttura senz’anima di Los Angeles, in modi che fanno comprendere alla perfezione l’accentuata desensibilizzazione delle pattuglie di Polizia.

Inoltre, il film contiene una grande squadra di attori, dagli spettacolari protagonisti Stacy Keach e George C. Scott, fino al colore di ognuno dei ruolo minori, impersonati con eclettismo tra l’altro da William Atherton, Erik Estrada, Clifton James, Ed Lauter, Roger E Mosley, Pepe Serna, James B. Sikking, Michael DeLano, Burke Byrnes, Stefan Gierasch e Dolph Sweet, oltre che addirittura Gerald S. O’Loughlin(nemmeno accreditato) e Mike/Michael Lane, Isabel Sanford, persino Kitty Natividad come spogliarellista, in piccolissimi ruoli di supporto . E poi ci sono i veri co-protagonisti le cui significative partecipazioni completano il lavoro splendido di Keach e Scott - Jane Alexander, Rosalind Cash e Scott Wilson, tutti e tre i quali offrono interpretazioni piene di palpabili emozioni. Quindi, anche se il grande sceneggiatore Stirling Silliphant e il regista Richard Fleischer hanno lasciato che la storia in alcuni punti prendesse delle nuove svolte, “I Nuovi centurioni” contiene decine di momenti che si collegano al romanzo.

Anche se è essenzialmente un film corale, la pellicola si concentra su Roy Fehler (Keach), una recluta della polizia che inizia il pattugliamento nelle strade subito dopo i titoli di apertura, affidato al veterano sergente Kilvinski (Scott). In un primo momento, Fehler è un uomo sposato che lavora per pagarsi la Facoltà di Diritto. Mentre il film progredisce, diventa più cinico e impulsivo per la continua ricerca di adrenalina, e tratta il suo matrimonio con una combinazione di alcolismo e mancanza di considerazione. Nel frattempo, Kilvinski esce dalla polizia mandato in pensione per sopraggiunti limiti d’età, e si confronta con la deprimente vita vera di chi ha perso il suo distintivo. Questo approccio psicoanalitico al dramma della polizia è oggi ampiamente diffuso e quasi disossato, ma fu veramente innovativo nel 1972, per questo è facile perdonare gli autori della trasposizione cinematografica - e Wambaugh - per gli eccessi della storia, tutti utili e metaforici. Ogni morte de “I Nuovi centurioni” si aggiunge al tema generale del prezzo che degli uomini coraggiosi, pazzi o al contempo ingenui, possono trovarsi a pagare per svolgere un lavoro pericoloso.

Dopotutto, chi si potrebbe aspettare di mantenere la propria integrità cristallina e immacolata quando si affronta un infinito ciclo di nuovi criminali e recidivi? "C'è sempre un altro stronzo per strada", dice a un certo punto Kilvinski. "Non puoi fermarli tutti". E, come Fehler osserva in un'altra scena, non è che il sostegno pubblico per i poliziotti sia schiacciante, poichè il film è ambientato in un momento storico nel quale l’ordine pubblico e la giustizia nelle strade si sono trovate a scontrarsi con l’aumento dei disordini e delle lotte urbane, dei movimenti per i diritti civili e quant’altro: "L'anno scorso tutti gridavano contro la mancanza di libertà: quest'anno, ognuno grida sulla mancanza d’ordine". In altre parole, dannato se lo fai, dannato se non lo fai.

Il titolo del romanzo e del film si riferiva agli ufficiali dell'esercito dell'antica Roma. Il nome risale alle riforme mariane del 107 a.C. L'aspetto "nuovo" si riferisce al fatto che questi centurioni (ossia, agenti di polizia) sono gli equivalenti moderni dei centurioni che combattono in una giungla urbana, distinta dal mondo dei tempi antichi.

Secondo Ed Lauter, il direttore del casting rifiutò di vederlo per il ruolo di Galloway. Lauter fece un appello a George C. Scott, che poi chiese a Lauter di essere anche lui nel film.

Scott indossa il vecchio cappello a otto punte che il LAPD smise di indossare tra la fine degli anni '60 e i primi '70, mentre altri ufficiali indossano il cappello rotondo corrente. Scott lo portava perché il suo personaggio era un ufficiale della polizia già "vecchia".

A quanto pare, la Columbia Pictures pagò a Joseph Wambaugh, che scrisse il romanzo su cui si basava il film, un bonus di $ 1250 per ogni settimana che il suo romanzo rimaneva nella classifica dei best-seller del "The New York Times". Il romanzo debuttò in classifica il 21 febbraio 1971 e rimase tra i best-seller per 32 settimane, Wambaugh ottenne così un bonus totale di 40.000 dollari.

La fine del film è diversa da quella del romanzo.

Secondo la "Halliweel Cinema Guide", questo film ha generato le serie televisive “Sulle strade della California”(1973) e “Pepper Anderson Agente Speciale” (1974).

Il film venne intitolato "Precinct 45: Los Angeles Police" per la sua distribuzione britannica.

Erik Estrada interpretò il suo primo ufficiale dell’LAPD Sergio Duran. Più tardi avrebbe trovato la celebrità impersonando un ufficiale della California Highway Patrol nella serie tv “C.H.I.P.S.” (1977).

Questo film venne distribuito meno di due anni dopo la pubblicazione nel 1971 del romanzo con lo stesso titolo; che u pubblicato per la prima volta nel 1971. Wambaugh era stato un poliziotto di Los Angeles per 14 anni quando cominciò a scrivere romanzi sulla polizia. "I Nuovi centurioni" fu scritto e pubblicato mentre Wambaugh era ancora un agente di polizia. Era il suo primo romanzo e il primo ad essere trasformato in un film.

Il film è stato sbeffeggiato su MAD Magazine come "The New Comedians" nel numero # 158 pubblicato nell'aprile 1973.

Gerald S. O'Laughlin (“The Rookies) compare nel film non accreditato.

Titoli di testa: i personaggi e gli eventi ritratti e i nomi qui utilizzati sono fittizi e qualsiasi somiglianza con nomi, persone e storie realmente accadute, è puramente casuale..

Spoiler
L'elemento di trivia qui seguente può rivelare importanti aspetti della trama.
Secondo Stacy Keach, lo studio inizialmente si opponeva al fatto che il suo personaggio di uomo bianco si innamorasse di una donna nera, preferendo una donna ispanica o asiatica.

The New Centurions (1972) Trailer
"The New Centurions": Landlord Scene
"The New Centurions"

Voto della redazione: 

3

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