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Autore Simona Carradori :: 30 Ottobre 2016

Sesso violento, sesso con oggetti, sesso con sconosciuti, sesso per umiliare, sesso per guarire, sesso mortale o sesso illegale. Il desiderio umano non conosce limiti quando si tratta di carne. Ecco come 7 film hanno raccontato i disturbi sessuali

Bella di giorno

Che si parli di arte, musica, teatro, letteratura o cinema, di Boccaccio, Michelangelo, Pasolini, Oscar Wilde o Anaïs Nin, il sesso è uno di quei topos che fin dall'inizio dei tempi è stato fonte di ispirazione per migliaia di opere e rappresentazioni. A volte accompagnato all'amore, a volte fine a sé stesso, il desiderio sessuale nel tempo ha iniziato a trasformarsi in una forma d'arte, e in particolare nel cinema è diventato uno strumento con cui molti registi tentano di dare sfogo alle loro passioni più recondite, ai loro desideri, o talvolta a delle realtà lontane che li incuriosiscono profondamente.

In molti casi però il sesso nella sua accezione più comune viene messo da parte dagli autori, che preferiscono esplorare territori più nascosti, inusuali e difficilmente trattati dalla cinematografia mainstream. Controversi e con il potere di infastidire una parte di pubblico, sono tanti ormai i film che raccontano le singolari storie di parafilie, disordini sessuali, relazioni carnali con oggetti inanimati e rapporti al limite della legalità.

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1 - Salò o le 120 giornate di Sodoma
Forse il più scandaloso film di Pier Paolo Pasolini, Salò o le 120 giornate di Sodoma è tratto a sua volta da uno dei più controversi romanzi mai scritti: Le centoventi giornate di Sodoma del marchese De Sade. Il lungometraggio - ambientato in epoca fascista - racconta di quattro uomini di potere che incaricano le SS di rapire un gruppo di giovanissimi ragazzi di famiglia partigiana o antifascista per poi chiuderli in una grande villa di campagna. Una volta lì, daranno sfogo a tutta la loro depravazione, iniziando quella che sarà una dittatura sessuale di 120 giorni, in cui i poveri ragazzi prigionieri saranno usati come oggetti sessuali, umiliati, torturati, violentati ed uccisi. Uno dei film più malati del cinema italiano e forse anche di quello mondiale, che rende perfettamente l'idea di quanto oscuro e deviato possa essere a volte il desiderio sessuale umano.

2 - Bella di giorno
Scritto e diretto da Luis Buñuel e basato sul romanzo di Joseph Kessel, questo classico del regista spagnolo interpretato da Catherine Deneuve, dopo la sua uscita nelle sale fece scandalo per i temi che trattava, considerati troppo spinosi per l'epoca. Il film è incentrato sulla vita di Séverine, la giovane moglie di un medico che a causa di seri problemi relazionali e affettivi non riesce a concedersi al marito, comportandosi in modo freddo e distaccato, specialmente in ambito sessuale. La ragazza scopre l'esistenza di una casa d'appuntamenti non lontana dalla sua, dove inizierà a ricevere clienti, sotto lo pseudonimo di "bella di giorno", nel tentativo di uscire dalle sue fobie e dalla frigidità. Anche in questo caso Buñuel, come fece in precedenza con il suo Viridiana, affronta i temi del sesso e del desiderio di possedere una donna che non vuole - nel caso di Viridiana - o non riesce - nel caso di Séverine - a concedersi all'uomo. In questo film la difficoltà ad avere rapporti sessuali viene esplorata nel profondo, mettendo in campo una forte componente psicologica volta ad indagare le paure più nascoste della sua protagonista.  

3 - Nymphomaniac
L'ultimo film di Lars von Trier è stato considerato uno dei più provocatori e sfacciati realizzati in questi anni. Perchè? La protagonista è una ninfomane. Sviluppato come una serie di flashback raccontati dalla stessa protagonista, Nymphomaniac segue la vita di Joe, una donna che fin dall'adolescenza ha costantemente ricercato il piacere sessuale, rifiutando radicalmente il concetto di "amore". Dapprima con le sue amiche, successivamente da sola, Joe trascorre la sua vita a concedersi agli uomini, decine e decine di uomini, spesso nella stessa sera, spesso sconosciuti, spesso molto più anziani di lei o sposati. A differenza di quanto possa sembrare per un film costruito in parte sulla volontà di fare scalpore, la componente psicologica di Nymphomaniac è enorme. Lars von Trier, episodio dopo episodio - tramite l'interlocutore della protagonista che funge come una sorta di psicanalista - snocciola quello che è un disturbo spesso visto con enorme diffidenza, mostrando come dietro a comportamenti sessuali di un certo tipo, possa esserci molto altro.

4 - Air Doll
Questo film, oltre a trattare una devianza sessuale, porta alla luce un aspetto della realtà giapponese che spesso sfugge all'occidente: la sempre crescente difficoltà degli uomini a rapportarsi - anche sessualmente - con le donne, tanto da rifuggire spesso i più basilari contatti fisici o sociali con qualsiasi individuo di sesso femminile. Air Doll racconta la vita di Hideo, un uomo di mezza età che vive con Nozomi, non sua moglie, non sua figlia, non una sua amica, non il suo animale domestico, ma la sua bambola gonfiabile. L'uomo la tratta come se fosse una donna vera: la veste, le cucina, la porta a fare passeggiate, le parla, le fa regali e ovviamente fa sesso con lei. Ad un certo punto Nozomi prenderà magicamente vita, ma purtroppo si innamorerà di un altro. Diretto da Hirokazu Koreeda, Air Doll è uno spaccato della vita quotidiana di un uomo che oltre ad essere incapace di relazionarsi con donne vere, prova una vera e propria attrazione sessuale - ma anche sentimentale - verso ciò che è inanimato. Un disturbo più diffuso di quel che si crede, mostrato con toni leggeri ma sempre con un retrogusto amaro.

5 - Grimm Love (Rohtenburg)
Violento, malato e oscuro, Grimm Love è basato sulla vera vita del cannibale tedesco Armin Meiwes, che nel Marzo del 2001 uccise e mangiò una vittima - volontaria - perchè l'idea lo gratificava sessualmente. Il film è narrato attraverso i flashback di Katie, una studentessa di criminologia che per la sua tesi di laurea decide di parlare del cannibale Oliver Hartwin, iniziando così a collezionare materiale ed interviste sulla vicenda, della quale scoprirà risvolti sempre più spaventosi. C'è poco da dire, Grimm Love racconta un disturbo talmente profondo da portare due uomini a  sacrificare la propria vita per realizzare i desideri sessuali più malsani: mangiare ed essere mangiati.

6 - Lolita
Il film di Kubrick del 1962 è noto a tutti per aver trattato un tema scottante come la pedofilia, per il quale ha anche rischiato di non vedere le sale a causa delle restrizioni dell'epoca e della pressante censura, che costò la rimozione di molte scene. La vicenda gira intorno a Humbert Humbert, un professore pedofilo che pur di stare vicino a Dolores/Lolita - la ragazzina di cui si invaghisce - decide di sposare sua madre, intenzionato ad ucciderla alla prima occasione per poter rimanere finalmente solo con la giovane. Seppur raccontato vagamente con toni amorosi, Lolita descrive in modo sottile - l'unico concesso a Kubrick dalla MPAA - la passione di un pedofilo per una ragazzina poco più che tredicenne, mostrando come un disturbo sessuale simile possa far perdere lentamente la lucidità.  

7 - Ichi the killer
Takashi Miike non è nuovo alla depravazione e alle devianze sessuali nei suoi film. In Visitor Q ad esempio inserisce un grottesco episodio di necrofilia e delle scene di incesto, tuttavia Ichi the killer, nonostante abbia come tema la Yakuza, delinea in modo più chiaro il disturbo sessuale sia del suo protagonista che di altri personaggi. Ichi è un timido e impacciato giovane con evidenti problemi mentali: soffre di incontrollabili crisi improvvise che lo trasformano in un vero e proprio assassino. Questo "dono" del ragazzo viene sfruttato da un misterioso uomo che di volta in volta lo spinge ad uccidere delle vittime precise. Quando Ichi farà fuori un potente boss della Yakuza, il folle Kakihara - suo sottoposto - inizierà a dargli la caccia. Cosa c'entra questo film con i disturbi sessuali? Vi basti sapere che Ichi nella scena iniziale del film si masturba guardando una prostituta mentre viene picchiata e violentata, e che nel corso del film la violenza sarà l'unica cosa a risvegliare il desiderio. Inoltre il personaggio di Kakihara è dichiaratamente sadomasochista, e la sua unica fonte di piacere sessuale consiste nell'essere picchiato nel modo più violento possibile. Seppur più marginalmente degli altri, questo film di Miike fa luce su una realtà piuttosto diffusa: il forte legame tra sesso e violenza che in molti casi - come questo - diventa patologia.  

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