Ritratto di Enrico Bulleri
Autore Enrico Bulleri :: 6 Settembre 2018
"Il Reduce" (The Farmer) (Usa 1977), David Berlatsky. Locandina ORIGINALE ITALIANA 1983.JPG

Recensione di uno dei film più introvabili di sempre, il cult-movie del filone "vengeance-movie", "The Farmer" (1977) di David Berlatsky. Distribuito dalla Columbia e uscito fugacemente nelle sale italiane duranta l'estate, con il titolo "Il reduce"

Non si arrabbia. Si trattiene persino.

Un'esplosione senza compromessi di totale vendetta.

Hanno commesso un omicidio, uno stupro, un incendio doloso e un errore ... Hanno lasciato vivo il contadino

Frasi di lancio originali del film

Ho visto questo film introvabile in un cinema di una località di villeggiatura, nell’estate del 1983, cinque anni dopo la sua uscita americana del 1977. Posso contare sulle mie dita i film che sono stati i più memorabili per me, visti in sala, in quell’anno. “il Reduce”  non era solamente uno dei più grandi film di vendetta degli anni ‘70 ma anche una storia narrata mirabilmente sul tema del possesso, e della sua difesa. Si tratta di una grande apologo sul tema della giustizia privata con un protagonista davvero ben tratteggiato,  ed è un vero peccato che nonostante la produzione C.E.I.A.D. – Columbia Pictures non ci sia alcun modo per poter rivedere dopo tantissimi anni questo film, mai ristampato neppure in vhs, o addirittura in beta, neppure negli Stati Uniti. Un film forte anche per quanto riguardava un certo numero di problemi sociali e morali proposti, e contenente diverse sequenze memorabili.

Senza dubbio, “Il Reduce”  (il titolo originale era “The Farmer/Il Contadino”) evoca ancora una reazione viscerale quando viene ricordato ai pochi fortunati che hanno avuto la possibilità di vederlo, nelle sale italiane del 1983. Una sceneggiatura dalla trama molto ben congegnata e allo stesso tempo molto facile da seguire. Ovviamente quando la vendetta è una primaria forza motivante... possiamo tutti identificarci con il protagonista e la sua determinata risoluzione .

Il film inizia con il protagonista, Kiley “Kiel” Martin – curiosamente il nome di un attore - (Gary Conway) in un treno, dove viene picchiato e preso a calci per aver aiutato un soldato di colore a prendersi una bibita(era allora vietato accedere al bar per i neri) poiché questo dimostra che persona decente sia, ma anche di come non riesca a sfuggire alla violenza da quando ha guadagnato una stella d'argento nella seconda Guerra mondiale, da cui è appena tornato.

Attraverso una catena di eventi (alcuni dei quali piuttosto affrettati, quindi presumo che sia stato spiegato nella sceneggiatura originale o che ci fosse un prologo tagliato per motivi di tempo) viene assunto da un gangster (Michael Dante) per punire i gangster rivali che lo hanno accecato e in cambio, dargli il denaro necessario per salvare la fattoria, che finirà poi persino data alle fiamme.  E’ attraverso una colonna sonora pulsante ed elettronica di Hugo Montenegro, che li spedirà al creatore uno per uno. Più simile a “ROLLING THUNDER” per il suo nichilismo all’interno del vengeance movie - oltre ad avere in Gary Conway un protagonista all’altezza di William Devane -, è anche davvero convincente per il protagonista del titolo, impersonato da Conway. Nonostante anche per la sua irreperibilità sia ormai un classico per la sua epoca, e da non perdere per tutti gli appassionati del cinema americano anni settanta, la sua fama è stata alimentata ancora di più dalla indisponibilità del film in ogni dove, per ben quarant’anni, il che ha fatto sì che il livello di aspettativa lievitasse esponenzialmente, e sia diventato uno dei più alti, fra tutti i film ancora introvabili.

Il protagonista è veramente molto motivato, portando la vendetta al massimo dei film di quel tempo, “The Farmer” è infatti proprio uno stretto parente dei film migliori del filone, come “Rolling Thunder” (1977) John Flynn, “Fighting Mad” (1976) Jonathan Demme, e “Breaking Point”(1976) Bob Clark. In effetti, Fred Williamson potrebbe essere stato influenzato dal film di David Berlatsky, poiché il suo film “Mean Johnny Barrows” è molto simile come storia, a “The Farmer”. Ha anche ingaggiato Dante in “The Big Score” quindi deve aver davvero apprezzato, “The Farmer”.

Purtroppo come detto, ogni cosa concernente questo film è rara, dai poster dei film agli LP della colonna sonora di Hugo Montenegro. Probabilmente, il lavoro di David Berlatsky coadiuvato nella produzione dallo stesso Gary Conway, non verrà mai più pubblicato su dvd o Blu-ray a causa della violenza grafica in esso contenuto, restando così uno dei film più oscuri di tutti i tempi.

A causa delle lesioni subite in un incidente durante la produzione di questo film, George Memmoli dovette rifiutare la parte del passeggero disturbato in “Taxi Driver” (1976) che venne alla fine interpretata dal regista del film, Martin Scorsese. Secondo Scorsese, le ferite contribuirono alla morte di Memmoli nel 1985.

La sceneggiatura è stata originariamente scritta per Clint Eastwood.

Angel Tompkins non solo ha scelto il suo guardaroba personale, ma ha anche disegnato l'intimo che indossa nel film e il grembiule nella scena finale.

"The Farmer" (1977) 35MM Trailer
"The Farmer" (1977) - Trailer
"The Farmer" Trailer
Hugo Montenegro "The Farmer" OST Selections 1977 synthesizer soundtrack freakout
"The Farmer" 1977

Voto della redazione: 

4

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