Ritratto di Annalina Grasso
Autore Annalina Grasso :: 9 Luglio 2014

Thelma Todd

Agli appassionati dei film comici che vedono protagonisti gli indimenticabili Oliver Hardy e Stan Laurel non sarà sfuggita la gradevole presenza accanto alla divertente coppia di una bionda formosa alla quale corrisponde il nome di Thelma Todd, passata alla storia per aver rifiutato di mettersi in affari con il gangster Lucky Luciano e per essere scomparsa in circostanza misteriose.

Thelma Todd (Lawrence, 29 luglio 1905 – Pacific Palisades, 16 dicembre 1935), soprannominata per la sua bellezza morbida e rassicurante, bionda alla crema era una studentessa modello e aspirante maestra prima di entrare nel magico e caotico mondo del cinema, dopo aver conquistato il titolo di "Miss Massachussetts" nel 1925.

Viene scritturata da Hal Roach e comincia a girare tra gli anni Venti e Trenta numerosi film come Monella bionda (1929), I polli tornano a casa (1931), Monkey business (1931) con gli anarchici della comicità, ovvero i fratelli Marx, Il falcone maltese (1931), Cavalli di razza (1932). Ma è con lo stravagante e surreale I fratelli Marx al college, satira sulla cultura universitaria made USA, che la Todd mette in evidenza il suo talento comico basato sulla fisicità, e la sua propensione alle gag divertenti, d’altronde non è semplice stare dietro alle trovate assurde dei geniali Groucho, Chico, Harpo e Zeppo Marx. Senza dubbio i film più noti che ha girato l’attrice statunitense insieme a Stanlio e Ollio sono Fra Diavolo del 1933 e La ragazza di Boemia del 1936 (ultimo film dell’attrice).

Thelma Todd dimostra tuttavia di avere doti anche in ruoli drammatici e non soffre come diverse sue colleghe, l’avvento del sonoro, anzi la sua bella voce da snob si presta benissimo ai film “parlati” tra cui spiccano Nevada il Tiratore (1927) accanto al futuro divo Gary Cooper e This is the night affiancando l’esordiente Cary Grant.

Ma Thelma Todd, più che per gli sketchs con Stanlio e Ollio sul grande schermo è tristemente famosa per essere la protagonista di uno dei più sconcertanti delitti di Hollywood, un delitto rimasto senza movente e senza colpevoli.

16 dicembre 1935: la cameriera della prorompente attrice trova il suo cadavere ripiegato su stesso, ricoperto di sangue sulla bocca e sull’abito da sera indossato la sera prima rinchiusa nella sua automobile nel garage alle Palisades (tra Santa Monica e Malibu) che Thelma divideva con Roland West, il suo amante.  Secondo Il Gran Giurì la diva era morta per avvelenamento di ossidio di carbonio. Ma troppi dubbi restavano, se la Todd fosse morta per asfissia i vestiti e la bocca non sarebbero stati ricoperti di sangue.

Una strada percorribile potrebbe essere quella della passione, dato che l’attrice il giorno prima aveva avuto una lite furiosa con il suo amante, fatto avallato anche dalla testimonianza di un’amica e collega della Todd, Ida Lupino, secondo la quale l’attrice le avrebbe confessato di tradire West.

Molto probabile è anche l’ipotesi, portata avanti dallo stesso avvocato della diva che ha chiesto l’apertura del caso, che vuole Thelma Todd uccisa dai sicari del gangster Lucky Luciano in quanto il famoso criminale aveva cercato di infiltrarsi nel giro delle case da gioco clandestine californiane.

Luciano avrebbe avvicinato l’attrice e le avrebbe proposto di fittarle un locale del suo Caffè per mettere su una bisca clandestina dato che la Todd gli avrebbe potuto certamente procurare un gran numero di clienti, vista la sua notorietà. Ma la Todd si era rifiutata.

La morte della bionda alla crema, protagonista suo malgrado di un perfetto hard-boiled, è rimasto un caso insoluto e avvolto nel mistero.

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