Ritratto di Claudio Cirillo
Autore Claudio Cirillo :: 16 Giugno 2014
Il cinema, rappresentazione visiva di sogni e desideri

Nanni Loy ed Ettore Scola, registi dalle sensibilità relative

Nanni Loy ed Ettore Scola

Claudio Cirillo si “scaglia” contro Nanni Loy e Ettore Scola, registi che non fanno vincere premi. Ecco perché.

Purtroppo per Nanni Loy la musica non era un elemento importante nei suoi film. Lo stesso vale per Ettore Scola. Secchi e asciutti tutti e due, erano inattaccabili, con sensibilità relative. Infatti sono stati relativi. Quelli che hanno più sensibilità musicale hanno varcato i cieli rispetto a Loy e Scola. Loro non ti fanno vincere premi, nessun operatore che ha lavorato con loro ha vinto mai un premio. Sono inariditi. Non sarà un grandissimo regista ma ha una sensibilità tale che fa vincere i premi: sto parlando di Franco Zeffirelli. Pasqualino De Santis ha vinto non solo due David di Donatello, ma anche l’Oscar con il film di Zeffirelli Romeo e Giulietta nel 1969. Perché? È la sensibilità.

Altra cosa è lavorare con Luchino Visconti. Con lui la musica la senti da come lui si muove. Non è arido. Invece se pensiamo a Scugnizzi, sarebbe stato un bellissimo film ma Loy l’ha dovuto farcire di racconto. Ma come? Nanni ha fatto un film musicale, perché non aumentare la musica?! Nanni Loy è il tipo di regista che non ti fa vincere i premi.

Io ho lavorato con Valerio Zurlini. Ho curato purtroppo solo la parte finale del film Il deserto dei Tartari e poi mi chiamò per un film successivo, La zattera della Medusa che purtroppo non riuscì a realizzare. Perché? L’attrice protagonista Eleonora Giorgi ha creato problemi, poi Valerio ha iniziato a bere ed è morto. Comunque, con lui abbiamo parlato molto e mi disse: “Vedi l’ambientazione? Questa è importante”. Ecco cosa fa il regista.

Noi operatori abbiamo la dimestichezza con la macchina. I registi hanno la capacità di mettere su pellicola la pagina scritta. Io la chiamo “visualizzazione”. Ce l’hai? Allora fai il regista. Pensiamo a Paolo Sorrentino e il suo modo di concepire il cinema. Ho vissuto giornate bellissime con il suo direttore della fotografia, Luca Bigazzi, abbiamo anche lavorato insieme. Luca mi ha detto che Sorrentino lo fa uscire fuori di testa però gli fa vincere i premi. A me hanno dato un premio alla carriera. Lui ha già preso due premi per La grande bellezza.

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