Ritratto di Massimiliano Bellino
Autore Massimiliano Bellino :: 31 Maggio 2014
Horror Erotico nel Cinema Europeo

Jesus Franco

una scena di Female Vampire

Female vampire, nell'infelice titolo italiano Un corpo caldo di femmina (1973), di Jesus Franco è un altro caposaldo della cinematografia 'erotic horror' e ancora una volta viene rievocata la figura letteraria di Carmilla, anche se qui la protagonista della storia, la contessa Irina Von Karlstein, interpretata magnificamente da una giovanissima Lina Romay, per guadagnarsi vita eterna succhia sperma e non sangue dalle vittime, indifferentemente uomini e donne, sedotte con la sua avvenenza e con l'arte della fellatio e letteralmente prosciugate dei loro fluidi vitali fino alla dipartita. Ma il colpo di genio di Franco sta nell'immaginare questa killer letale come una vampira suo malgrado, divorata dai rimorsi tanto quanto dalla bramosia irresistibile che l'istinto di sopravvivenza le detta, specie quando incontra un uomo, un poeta, del quale si innamora perdutamente, pur non riuscendo a salvarlo da un destino segnato di morte.

Inoltre, la nostra assassina, avvolta nella sua nudità solo da un draculiano mantello nero, è muta, il che enfatizza ancor più il ruolo della musica di sapore classico, molto azzeccata ed ipnotica, che accompagna liricamente ogni sua performance fra sesso appassionato e rito sacrificale.

In commercio c'è anche una versione hard, con 'insert' che ritraggono in primo piano i rapporti orali (anche se pare sia stata usata una controfigura), ma vista la bassa qualità di tali fotogrammi giustapposti, risulta nettamente preferibile quella soft.

Ciò che rende speciale questo film è lo sguardo visionario di Franco, che certamente non spendeva energie nel congegnare sceneggiature, bensì sapeva come creare atmosfere suggestive, allo stesso tempo erotiche e plumbee, cruente e melanconiche, con tracce di romanticismo ossianico sparse abilmente qua e là e con l'uso - a volte anche l'abuso - della 'lentezza' nel girare.

La bella sequenza della contessa Irina che vaga fra radure nebbiose all'inizio del film è una delle cose che rimangono più efficacemente impresse e merito va certamente dato anche alla presenza scenica di Lina Romay, la quale sarà scelta poi in moltissimi altri film, anche quelli banalmente pornografici, realizzati da Jess Franco.

 

 

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