Ritratto di Rosa Maiuccaro
Autore Rosa Maiuccaro :: 10 Settembre 2014

Dopo aver firmato le sceneggiature di "Terraferma" di Emanuele Crialese e "Razzabastarda" di Alessandro Gassman, il documentarista Vittorio Moroni torna al cinema con il suo quarto film "Se chiudo gli occhi non sono più qui" con Colangeli e Fiorello

una scena di "Se chiudo gli occhi non sono più qui"

Uscirà il 18 settembre l’ultimo film di Vittorio Moroni, Se chiudo gli occhi non sono più qui con protagonisti Giuseppe Fiorello, Giorgio Colangeli e l’attore esordiente Mark Manaloto. Il film, presentato in concorso nella sezione Alice nella città al Festival Internazionale del Film di Roma lo scorso anno, racconta la storia di Kiko (Mark Manaloto), un ragazzino filippino di 16 anni, orfano di padre, che viene costretto a lavorare nei cantieri edili dal patrigno Ennio (Giuseppe Fiorello). Non avendo tempo a sufficienza per studiare, Kiko prende brutti voti a scuola e trascorre il suo tempo in solitudine in un vecchio autobus abbandonato. A cambiare il suo destino sarà l’incontro con Ettore (Giorgio Colangeli), un uomo anziano che si spaccia per un vecchio amico del padre e che si offre di aiutarlo negli studi. La pellicola, che per stessa ammissione del regista è stata realizzata dopo 5 anni di gestazione e 19 stesure di sceneggiatura, vuole essere un delicato racconto dell’infanzia di un immigrato di seconda generazione ma anche metafora della vita degli adolescenti di oggi, ai quali genitori e nonni hanno sottratto la speranza di un futuro. Danilo Dolci scriveva che “ciascuno cresce solo se sognato”. Intorno a Kiko non c’è nessuno capace di sognare con lui. Solo grazie al “sovversivo” Ettore, Kiko tornerà a sperare e a lottare per il proprio futuro. Se chiudo gli occhi non sono più qui è pertanto un film pieno di ottimismo che crede nella possibilità di un cambiamento attraverso il potere della conoscenza. Il toccante racconto di formazione è musicato da Mario Mariani, pianista e compositore della Biennale di Venezia.

Vittorio Moroni torna dietro la macchina da presa a cinque anni di distanza da Eva e Adamo. Dopo i primi cortometraggi alla fine degli anni Novanta, il regista aveva esordito nel lungometraggio nel 2003 con Tu devi essere il lupo, che gli era valso la nomination ai David di Donatello e ai Nastri D’Argento come miglior regista emergente. Nel 2006 gira invece il documentario Le ferie di Licu tra Roma e il Bangladesh, nominato anch’esso ai Nastri d’Argento come miglior documentario. Come sceneggiatore si è aggiudicato per ben due volte il Premio Solinas e, oltre ad aver firmato nel 2010 insieme a Emanuele Crialese lo script di Terraferma, ha collaborato anche alla stesura di Razzabastarda, opera prima di Alessandro Gassman. Tra i testi teatrali ai quali ha collaborato c’è Penso che un sogno così…, spettacolo dedicato alla musica di Domenico Modugno interpretato da Giuseppe Fiorello. Se chiudo gli occhi non sono più qui uscirà in poche sale distribuito da Maremosso e Lo Scrittoio. Contemporaneamente all’uscita nei cinema il film verrà proposto alle scuole di tutta Italia per l’intero anno accademico 2014/15. Se chiudo gli occhi non sono più qui, finanziato tra gli altri dal Ministero dei Beni Culturali, si propone di aprire un dibattito sugli allarmanti dati dell’abbandono scolastico. Secondo la Commissione Europea infatti nel 2013 circa il 17% degli alunni italiani abbandona la scuola. Una percentuale che si avvicina al 25% nelle regioni del Mezzogiorno d’Italia. Sebbene non sia un prodotto cinematografico eccellente, il film costituisce un'importante occasione di riflessione e di analisi della società contemporanea e dei problemi che l'affliggono.  

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