Ritratto di Pierre Hombrebueno
Autore Pierre Hombrebueno :: 14 Novembre 2015

Fino al 12 dicembre, la città di Porto (la seconda più popolata del Portogallo) s'illuminerà con una grande retrospettiva dedicata al maestro Manoel De Oliveira, regista scomparso lo scorso aprile alla veneranda età di 106 anni

Manoel De Oliveira

Lo scorso aprile ci ha lasciati il cineasta più longevo del panorama, il leggendario Manoel De Oliveira, che aveva, pensate un po', la bellezza di 106 anni. Ad avergli dedicato omaggi e rassegne sono state le più svariate istituzioni del mondo, ma tra queste non poteva certamente mancare la sua città natale, Porto, seconda città più popolata del Portogallo. 

Così, fino al 12 dicembre, l'intero territorio sarà invaso da una retrospettiva completa, la più grande mai dedicata al maestro. Titolo dell'evento sarà Grande Piano (traducibile come “Primo piano”), e vedrà ovviamente in scena non solo i maggiori lavori del cineasta (da La valle del peccato ad Aniki Bòbò, passando per Porto della mia infanzia e La divina commedia, Inquietudine e I cannibali), ma anche altri titoli decisamente più rari e che – con tutta probabilità – non troverete da nessun'altra parte, e pensiamo a certi documentari o cortometraggi.

In totale saranno proiettate ben 38 opere, che partiranno dagli anni '30 fino ad arrivare ai giorni nostri: insomma, un emozionante e impagabile regalo per tutti i cinefili della zona. A curare la retrospettiva è Antonio Preto, professore di cinema e saggista che ha dedicato una gran parte del proprio tempo a sviscerare e diffondere le pellicole del regista portoghese. Spiega: “Coloro i quali hanno avuto il privilegio di essere contemporanei di Manoel de Oliveira avranno ora la possibilità (e la responsabilità) di conoscere la sua opera, che appartiene a tutti e riguarda (o riguarderà) tutti”. 

[Leggi anche: Finalmente proiettato il film postumo di Manoel De Oliveira]

Attivissimo fino alla fine, ricordiamo che l'ultimo lungometraggio di De Oliveira è stato O Gebo e a Sombra, presentato al Festival di Venezia 2012 e apprezzato dalla critica internazionale, tra cui Variety, Village Voice, The Hollywood Reporter e The New York Times. 

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