Ritratto di Pierre Hombrebueno
Autore Pierre Hombrebueno :: 6 Novembre 2014

Durante un convegno a New York, il rinomato regista e sceneggiatore Paul Schrader ha espresso le sue idee sul futuro nero del cinema, riflettendo sulla sua lenta e agonizzante trasformazione e morte

Paul Schrader

Il cinema è morto, viva il cinema. Almeno secondo Paul Schrader, che continua a esprimere opinioni in controtendenza riaffermate all'interno di un convegno svoltosi al New York Media Center. Sostiene il regista di Hardcore e sceneggiatore di Taxi Driver, anche critico cinematografico, che "l'idea dei multiplex è deceduta, non hanno più nulla da offrire", e per assicurarsi un pubblico "devono rendere il film un evento: lo fanno sale come l'Angelika, l'IFC e il Lincoln Center, dove avvengono proiezioni specializzate, dibattiti e aperitivi post proiezioni, tutte ottime ragioni per lasciare casa e presenziarvi". Purtroppo questi sono solo piccoli casi: tutto nel cinema sta cambiando, dalla critica che ormai "si forma dall'opinione del pubblico" alla narrazione classica in tre atti che "diventerà una specializzazione". Dopotutto, internet e la televisione stanno superando il cinema: "se Fellini girasse oggi La dolce vita", dichiara il regista, sarebbe probabilmente "una web serie di 3 ore". Infine, a parere di Schrader la tecnologia cannibalizzerà il futuro, e la sua intenzione è di "creare un programma per lavorare in 4K".

Dichiarazioni alquanto nere sulla settimana arte che l'autore serba da tempo: lo aveva già ampiamente dimostrato, il suo pessimismo disilluso e il suo pensiero disfattista, nell'ultimo film The Canyons, tutto un programma soltanto a leggerne il cast: Lindsay Lohan, praticamente nel ruolo di se stessa, sciupata, sfatta e malinconica tra fiumi di alcol; e poi James Deen, celebre pornostar con un nome-sfottò: protagonisti di una pellicola impietosa verso l'industria hollywoodiana, dove le celebrities si tradiscono e dove regna il dio denaro; nessuno va più al cinema e le sale sono catapecchie polverose, distrutte, periferiche, come mostra la carrellata d'apertura del cinico manifesto di Schrader.

[Leggi anche: Il futuro del cinema? Le nuove sofisticate sale in formato Escape]

The Canyons, scritto nientemeno che da Bret Easton Ellis, era passato alla Mostra del Cinema di Venezia 2013 Fuori concorso, come omaggio a Schrader che era presente al Festival nella carica di presidente della sezione Orizzonti. E per quanto spari a zero sulla settima arte, l'autore ha già pronto un nuovo film, Dying of the Light (un titolo che contiene facilmente la sua idea di morte del cinema), un thriller che assicura il mantenimento di atmosfere cupe e nere quanto le aspettive del regista sul futuro della cinematografia.

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