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Autore Andrea Giostra :: 9 Ottobre 2017
“The Bad Batch” (2016), di Ana Lily Amirpour

Recensione di "The Bad Batch": Non eravamo persone abbastanza buone!

Locandina di "The Bad Batch"

Recensione di "The Bad Batch": Tutte le cose che hai fatto nella tua vita ti hanno portato qui con me!

Presentato il 6 settembre 2016 in concorso alla 73ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, “The Bad Batch”, scritto e diretto da Ana Lily Amirpour, esce nelle sale cinematografiche il 23 giugno 2017, e da poche settimane distribuito dal portale Netflix.

Il film è la risposta della settima arte alla proposta di Donald Trump di creare l’invalicabile muro tra il Texas e il Messico, per proteggere gli Stati Uniti d’America dalla massiccia immigrazione clandestina de “the bad batch”, “la cattiva sfornata”, gli indesiderabili uomini e donne messicani che altrimenti potrebbero “inquinare” la purezza del popolo americano.

- Viviamo tutti qui. Non eravamo persone abbastanza buone, abbastanza intelligenti, abbastanza giovani.

Sono le parole che accolgono in The Bad Batch, Arlen.

- Tutte le cose che hai fatto nella tua vita – dice The Dream (Keanu Reeves) alla protagonista Suki Waterhouse (Arlen) – ti hanno portato qui con me.

The Bad Batch da esiliare oltre una poderosa rete metallica protetta a vista da militari del governo statunitense, che apre le porte ad un deserto ammaliante nei colori e nel paesaggio, crudele e violento nelle popolazioni che lo abitano come sopravvissuti di un evento post-bellico che ricorda prepotentemente, tranne nella fotografia, “The Road” (2009) di John Hillcoat, tratto dal bellissimo omonimo post-apocalittico best seller di Cormac McCarthy pubblicato negli USA nel 2006; film con uno straordinario Viggo Mortensen (“Man” nel film di Hillcoat), che nel nostro film viene “sostituito” da un sempre impeccabile Jim Carrey nel ruolo di The Hermit.

Il genere è “romantic-drama-horror-thriller-political”, certamente non facile da inquadrare all’interno dei soliti canoni cinematografici più di successo, perché tratta con efficacia narrativa diversi temi sociali e politici insieme. La sovrapposizione apparentemente impropria di più generi cinematografici, sia di contenuti che di questioni sociali, ne fanno un prodotto originale e interessante, ed al contempo, un eccellente lavoro cinematografico.

Il cast di attori è stellare: Suki Waterhouse, Jason Momoa, Giovanni Ribisi, Jim Carrey, Keanu Reeves, ed altri ancora.

Gli ingredienti della sceneggiatura sono tantissimi, e non sempre la narrazione filmica riesce a farli emergere nella loro completezza, lasciandoli come domande alle quali lo spettatore dovrebbe dare le sue risposte. Ed anche questo approccio, le domande incompiute, è interessante proprio perché non “confeziona” risposte scontate e prevedibili da far ingoiare allo spettatore.

Arlen (Suki Waterhouse) è una giovane e bellissima ragazza, abbandonata nel deserto del Texas che delimita con una impenetrabile reta metallica protetta da soldati armati del governo, il confine tra la civiltà e l’orda. Viene catturata da una spietata banda di cannibali, guidati dal disegnatore Miami Man (Jason Momoa), che la tiene incatenata finché non riesce a fuggire per trovare rifugio nella più “civile” comunità di “The Dream”.

Trailer originale
Trailer con sottotitoli

Voto della redazione: 

3

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