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Autore Redazione :: 15 Giugno 2015

Con il quinto episodio la serie ha messo in gioco tutte le sue carte per presentare "Wayward Pines" come la quintessenza di un luogo distopico

Wayward Pines

Per questo quinto episodio, diciamo subito che non spoilerare sarà molto difficile, però ci proviamo lo stesso. Avevamo visto nelle anticipazioni della puntata, le principali scene intorno a cui si snoda l’episodio:

1) la lezione di orientamento per le giovani generazioni

2) la fuga di Ethan fuori da Wayward Pines

3) il nuovo incarico di Theresa Burke

Andando con ordine possiamo innanzitutto dire che la regia di questo episodio, affidata all’esperto James Foley (oltre che famosi lungometraggi come Glengarry Glenn Rose, ha lavorato nelle serie soprattutto House of Cards, ma ha anche diretto un episodio di Twin Peaks e di Hannibal), fa veramente un po’ la differenza. Infatti, il ritmo in questo episodio è dato tutto dalla scelta di montaggio affidata a Glenn Farr e Michael Ruscio. In pratica, si è scelto il montaggio parallelo tra le scene, montaggio teso all’estremo quando la voce entra in campo per anticipare la scena successiva. Il tutto riesce ad aumentare la tensione, nonostante in fondo succeda poco o niente.

Per quanto riguarda la lezione di orientamento della Fisher a Ben con altri due “nuovi” ragazzi, non possiamo aggiungere nulla in particolare, se non che le scene erano perfettamente corrispondenti alle nostre aspettative. Le scelte stilistiche basate sulla prevalenza del colore bianco nella scenografia dell’ambiente in cui si svolge la riunione è molto efficace. La cerimonia rituale forse poteva essere più inquietante, e alla fine sembra esser stata appena abbozzata, più per un richiamo esoterico che non guasta mai a livello narrativo…

Quelle scene d’azione che avevamo preventivato sono circoscritte alla fuga di Ethan. Non possiamo aggiungere molto, per i soliti spoiler. Diciamo però che Ethan si imbatte in alcune creature non tanto amichevoli. E alla fine nel dottor Jenkins che rivela la sua vera identità.

Infine, la parte che riguarda Theresa ricalca il filo rosso degli episodi precedenti, vale a dire il controllo asfissiante sugli abitanti di Wayward Pines. I soliti microfoni, e le videocamere sempre visibilissime, che procurano nello spettatore una certa insofferenza: “Ma le potevano almeno nascondere meglio?”. Fatto sta che si insiste su questo dettaglio abbastanza ridicolo, laddove basta accendere una lavatrice per utilizzare il rumore dell’elettrodomestico come copertura. A volte Theresa, invece che parlare, sussurra, ma certo la scena in questo caso non ci guadagna in credibilità.

In sostanza la serie ha messo in gioco tutte le sue carte per presentare Wayward Pines come la quintessenza di un luogo distopico. I fan adesso sono pronti e ansiosi di conoscerne i nuovi dettagli.

[Leggi anche: Wayward Pines al quinto episodio svela la verità]

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