Ritratto di Redazione
Autore Redazione :: 8 Giugno 2015

Avevamo appena finito di pronunciare una fatidica affermazione domanda: “Wayward Pines vira verso la fantascienza?”. Ed ecco che questa quarta puntata non fa assolutamente niente per confermare o respingere questa impressione

Wayward Pines

Avevamo appena finito di pronunciare, dopo la visione del terzo episodio, una fatidica affermazione domanda: “Wayward Pines vira verso la fantascienza?”. Ed ecco che questa quarta puntata non fa assolutamente niente per confermare o respingere questa impressione. Più che altro nelle spire narrative, e non solo di Wayward, ormai convergono elementi costanti. Nel senso che forse parlare di generi è di seconda importanza. Sì, è vero, non dimenticarsi la tradizione cinematografica e dell’immaginario visivo in generale della produzione audiovisiva, degli ultimi 100 e passa anni, può essere utile, ma la convinzione è che molti filoni narrativi fantasy affrontano più o meno alcune paure collettive che sono agganciate alle società contemporanee, alla loro componente di perturbante che deriva da meccanismi sia sociali, sia politici, sia tecnologici.

[Leggi anche: Wayward Pines vira verso la fantascienza?]

Uno di questi motivi ricorrenti è il controllo tecnologico a cui avevamo già accennato con tanto di riferimento all’indimenticabile esempio di The Truman Show: questo controllo tecnologico di solito avviene attraverso microfoni e telecamere nascosti ovunque. Tutto ciò andrebbe benissimo se non fosse che l’elusione da parte dei protagonisti, a volte fa sorridere. Come una doccia lasciata aperta: l’acqua che scorre dovrebbe coprire le voci, ma una videocamera non sarebbe in grado di riprendere il labiale dei personaggi? Piccole cose certo, ma un minimo di astuzia in questi dettagli avrebbe dato più forza alla narrazione.

Un altro dilemma di questa puntata è il controllo per mezzo di strumenti psicologici cognitivi: per cui la scuola sarebbe il perfetto laboratorio per formare le menti giovani a piacimento.

Infine, la presenza aliena, o quantomeno di una creatura sconosciuta, che rinforza la tesi di un coinvolgimento di varie entità non ben conosciute. Si tratta di elementi che rendono tesa anche questa quarta puntata, anche se questo episodio finora è stato il più avaro di eventi concreti, ed animato più che altro dalle discussioni tra personaggi. Ciò non toglie che il prosieguo di Wayward Pines rimanga di sicuro interesse. Anche perché l’inquietante logica della cittadina sembra ruotare intorno a meccanismi psicologici che comunque riconosciamo e respiriamo, forse, ogni giorno… e per questo la paura aumenta!

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