Ritratto di Pierre Hombrebueno
Autore Pierre Hombrebueno :: 6 Luglio 2015

Rivelato il manifesto ufficiale del Festival di Venezia 2015. Ma più che una reazione di gioia e approvazione, diversi critici e cinefili sono invece rimasti ancora una volta perplessi..

Il manifesto per l'edizione 2015 del Festival di Venezia

Finalmente rivelato il manifesto ufficiale della 72a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, che si svolgerà nel consueto lido isolato dal mondo dal 2 al 12 settembre. Come per le precedenti tre edizioni, ad aver realizzato il poster è Simone Massi, regista d'animazione le cui opere comprendono i cortometraggi Animo resistente (presentato ad Annecy 2013), Le memoria dei cani (Premio Renzo Kinoshita Prize a Hiroshima) e L'attesa di maggio (in concorso all'ultimo Hong Kong International Film Festival). 

Stavolta, dopo Jean-Pierre Léaud, protagonista lo scorso anno, al centro del poster è la grande attrice tedesca Nastassja Kinski, forte di una carriera che l'ha portata a lavorare con alcuni dei migliori cineasti del panorama, da Roman Polanski (Tess) a Francis Ford Coppola (Un sogno lungo un giorno), passando per Wim Wenders (Paris, Texas), Jerzy Skolimowski (Acque di primavera) e i fratelli Taviani (Il sole anche di notte). 

Ma come già col precedente manifesto, anche stavolta le prime reazioni sui social network sono tutt'altro che positive. E non stiamo parlando solo della “massa di Twitter”, bensì anche di rinomati critici rimasti scandalizzati dall'immagine. Noi li capiamo ("Sembra Kurt Cobain!", ha commentato un utente), in quanto una manifestazione che intenda essere importante e internazionale potrebbe decisamente presentare una locandina più eccitante ed invitante, e basti anche prendere l'esempio dei poster di Cannes. 

[Leggi anche: Festival di Venezia 2015: Ecco i film più papabili]

Non è chiaro perché la Biennale insista con questi manifesti disegnati privi di hype, piuttosto che usare vere fotografie che di certo avrebbero un altro effetto; probabilmente, per allontanarsi ancor di più dalla kermesse francese. I risultati però parlano chiaro.

Insomma, con rassegnazione, non rimane che sperare che il programma si riveli almeno migliore del manifesto!

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