Ritratto di Simona Carradori
Autore Simona Carradori :: 3 Novembre 2016

Dopo le numerose accuse di sessismo fatte da star come Meryl Streep, Jennifer Lawrence, Taraji P. Henson e Patricia Arquette nientemeno che all'industria cinematografica americana, anche Mila Kunis ha deciso di unirsi al coro delle colleghe

Mila Kunis

Dopo le numerose accuse di sessismo fatte da star come Meryl Streep, Jennifer Lawrence, Taraji P. Henson e Patricia Arquette nientemeno che all'industria cinematografica americana, anche Mila Kunis ha deciso di unirsi al coro delle colleghe, scrivendo uno spassionato e furioso articolo sul magazine d'informazione Medium, intitolato You'll Never Work in This Town Again, ossia Tu non lavorerai ancora in questa città.

Riguardo il titolo, l'attrice ha spiegato che "è un cliché, ma è anche la frase che mi è stata rivolta da un produttore quando mi sono rifiutata di posare seminuda per la copertina di una rivista per soli uomini per la promozione di un film. Ero furiosa, mi sono sentita un oggetto e per la prima volta nella mia carriera ho detto no. E indovinate? Il mondo non è finito. il film ha incassato un sacco di soldi e io lavoro ancora in questa città. Ciò che il produttore non capirà mai è che ha usato la stessa paura che ogni donna ha quando si misura con gli uomini in un luogo di lavoro."

La Kunis ha anche spiegato che quella non è stata la prima e probabilmente non sarà l'ultima volta che dovrà affrontare situazioni simili, come d'altra parte succede anche a tutte le sue colleghe: "Nel corso della mia carriera, ci sono stati momenti in cui sono stata insultata, messa da parte, pagata di meno, ignorata sotto il punto di vista creativo e sminuita in vari modi perché sono una donna. E sempre ho cercato di lasciare alle persone il beneficio del dubbio: forse ne sapevano di più, forse avevano più esperienza, forse mancava qualcosa. Mi sono detta che per avere successo in questo settore dovevo giocare secondo le regole del club degli uomini. Ma più andavo avanti e più mi rendevo conto che era una s********".

L'attrice ha anche parlato di come perseveranza e noncuranza del sessismo hollywoodiano l'abbiano portata a realizzare dei grandissimi obiettivi, come la creazione - insieme ad altre colleghe donne - di una propria casa di produzione, la Orchard Farm Productions, con la quale ha firmato numerosi accordi per dei progetti interessanti, come Trapped, la nuova serie TV di Starz firmata da Rob Zombie.

Tuttavia ha voluto mettere in chiaro che non è più disposta ad accettare certi atteggiamenti sessisti, facendo presente che non si è fatta problemi ad annullare un contratto per una produzione molto importante dopo che uno dei manager dell'emittente coinvolta aveva inviato una mail in cui lei era descritta come "una mega star che presto diventerà la moglie di Ashton Kutcher e la madre di suo figlio", un commento che a detta dell'attrice "ha ridotto il mio valore alla mia relazione con un uomo di successo e alla mia abilità di sfornare figli. Ha ignorato il contributo creativo e logistico che io e il mio team abbiamo dato".

L'articolo scritto da Mila Kunis si conclude con queste parole, che speriamo siano d'ispirazione per tutte le altre colleghe che ancora non hanno trovato il coraggio di denunciare episodi in cui sono state sminuite sul lavoro solo per il fatto di essere donne: "Ho finito con i compromessi. Da ora in poi ogni volta che mi troverò di fronte a queste situazioni, le affronterò di petto per cambiare le cose. Non posso garantire di riuscire sempre nell'intento, ma per lo meno ce la metterò tutta per creare un ambiente in cui le donne abbiano l'opportunità di crescere".

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