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Autore Pierre Hombrebueno :: 7 Maggio 2015
Locandina di Forza maggiore

Recensione di Forza maggiore, diretto da Ruben Östlund: Tra neve e foschia, un'atipica tragicommedia familiare che viaggia nel più freddo straniamento prima di virare nel calore di un tenero abbraccio che scioglie i nodi esistenziali dell'amore

Piangere disperatamente mentre stai pisciando in mezzo al nulla nonostante attorno ci siano zero gradi di temperatura; oppure davanti a tua moglie, capendo finalmente, dopo anni di matrimonio, quanto tu sia solamente un patetico essere inutile. C'è una coppia che scoppia in Forza maggiore, e lo fa alternando momenti glaciali con altri che invece questo ghiaccio lo sciolgono, emanando un toccante calore umano che rimembra la tenera confidenza del focolare domestico, quello denso di abbracci che non sembrano finire più, come se stesse per crollare il mondo sotto una tempesta apocalittica di gelo e nebbia. 

Lo svedese Ruben Östlund inquadra con occhio meccanico creando un'atmosfera di perenne straniamento: il risultato è un atipico dramma familiare che mescola Ulrich Seidl e Vivaldi, lentezza ed evocazione, sedativi e suggestione. Maturissimo, il cineasta non perde un singolo fotogramma del suo oggetto, modellandone angolazioni e frammenti con una precisione chirurgica vicina all'ipnosi. Lo vediamo in tutti gli inserti in mezzo alla neve, nei dialoghi serratissimi che trasformano i campi / controcampi in ansiosi duelli, nella meravigliosa scena della valanga che travalica i limiti dei piani fissi cambiando umore, senso e direzione narrativa nel giro di pochi secondi. Nella sua apparente semplicità da rilassatezza vacanziera, la pellicola arriva ad iniettarci il dolore con sadica finezza: il colpo non attacca mai dritto al cuore, ma passa impercettibilmente fra le vene, come un virus inesorabile ma lieve, di quelli che si diffondono invisibili, con le macchie che si fermano sottopelle senza lasciare tracce all'orizzonte. 

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Insomma, un film dalla imperforabile corazza e armato di seducente fascino fino ai denti, quasi miracoloso nel suo riuscire a infondere un tepore di umanità nonostante la gabbia di impassibile freddezza che si è costruito attorno. I due protagonisti, Johannes Bah Kuhnke e Lisa Loven Kongsli, alternano scene da pubblicità Ikea e intensità recitativa, virando nella tragicommedia prima d'immergersi dentro la malinconia. Il tutto, con la grandezza di chi può veramente permettersi di rimanere nonchalante senza risultare snob e fastidioso.

Infine, il punto in più arriva quando capisci che il lavoro di Östlund, oltre ad essere una bella pellicola, è anche in verità una saggia educazione sentimentale. 

Trailer di Forza maggiore

Voto della redazione: 

4

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