Ritratto di Rosa Maiuccaro
Autore Rosa Maiuccaro :: 18 Maggio 2014

Vivir es fácil con los ojos cerrados (Vivere è facile con gli occhi chiusi), ha trionfato con sei statuette ai Goya 2014, e ha di diritto aperto il Festival di Cinema spagnolo a Roma.

una scena di Vivir es facil con los ojos cerrados

Per il primo anno del Festival del Cinema Spagnolo a Roma è stato scelto come film di apertura Vivir es fácil con los ojos cerrados (Vivere è facile con gli occhi chiusi). La pellicola vede protagonista Javier Cámara, tra i prediletti di Pedro Almodovar, noto soprattutto per il ruolo dell’infermiere Benigno in quel capolavoro di nome Parla con lei. Il film si è aggiudicato ben sei Premi Goya (gli Oscar del cinema spagnolo, per intenderci) per il miglior film, la regia, l’attore protagonista, l’attrice rivelazione, la sceneggiatura originale e la colonna sonora, composta da Pat Metheny. È sicuramente il miglior lavoro di sempre nella scarna filmografia del regista David Trueba, fratello del premio Oscar Fernando Trueba. La pellicola sarà nelle sale italiane dal 16 ottobre distribuita da Exit Media.

Vivir es fácil con los ojos cerrados è una commedia agrodolce con il passo del road movie, vagamente ispirata ad una storia vera ed ambientata nella Spagna franchista del 1966. Nello stesso anno, infatti, il professore Juan Carrion, oggi novantenne, insegnava inglese ai suoi alunni a Cartagena servendosi dei testi delle canzoni dei Beatles, che teneva personalmente a trascrivere. Questo perché fino a Revolver (il settimo album della band pubblicato proprio nel 1966) gli album dei Beatles, considerati all’epoca “più famosi di Gesù”, non contenevano i testi. L’anno 1966 corrisponde anche con la crisi esistenziale di Lennon, che iniziò assieme a George Harrison a fare un uso eccessivo di LSD. Il noto cantante decise così di tentare la carriera di attore. Quando arrivò nella provincia di Almerìa per girare How I Won the War ("Come ho vinto la guerra") di Richard Lester, Carrion non esitò ad intraprendere un viaggio per raggiungerlo, conoscerlo e fargli un’insolita richiesta legata ai testi delle sue canzoni. Sulla strada verso John Lennon, il professore, reso nella finzione del film dal personaggio di Antonio (Javier Cámara) incontra Belén (Natalia de Molina), una ventenne incinta senza meta e Juanjo (Francesc Colomer), un sedicenne in piena crisi adolescenziale, scappato di casa. Con entusiasmo e grande capacità di comprensione, Antonio (che non esita a difendere i Beatles a spada tratta) riuscirà a coinvolgere i due ragazzi nella sua stravagante impresa. Il lungo titolo della pellicola cita un verso di Strawberry Fields Forever ("Living is easy with eyes closed"), canzone che Lennon scrisse proprio durante le riprese in Almerìa, conosciuta anche come “terra delle fragole”. 

La performance di Javier Cámara è ineccepibile data la sua capacità di personificare in maniera travolgente un professore ingegnoso e appassionato, che intravede la fine della dittatura ed è ansioso di salvare la cultura di un paese come la Spagna che viveva una delle fasi più critiche della sua storia, aggravata da una grande arretratezza culturale. Sulla falsa riga di Apres Mai – Qualcosa nell’aria di Olivier Assayas che rievocava le rivolte giovanili degli anni Sessanta, Vivir es fácil con los ojos cerrados, attraverso la passione di un professore per I Beatles, parla della disillusione dei ragazzi di oggi e di domani ma anche della loro straordinaria capacità di reazione: "Racconto questa storia del passato perché parla anche all'oggi, a quei ragazzi che in tempo di crisi sono disillusi. C'è bisogno che reagiscano, che mostrino il loro coraggio". Queste le parole del regista.
Per Assayas, come per Montale, i sessantottini “non sapevano chi erano ma ciò che non erano e ciò che non volevano”. Trueba si limita piuttosto a narrare una favola di libertà, sullo sfondo della dittatura franchista, a porre l’accento sulla rivoluzione degli uomini senza nome, maestri silenziosi ed imprescindibili. La pellicola, caratterizzata  da una grande delicatezza ed un’estrema malinconia, non nasconde però l’oscurità dell’era franchista. Nonostante il ritmo poco incalzante ed una certa mancanza di vivacità, Vivir es fácil con los ojos cerrados è costruita con un ingegno, una sottigliezza, un’emozione ed una grazia irresistibili.

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