Ritratto di Pierre Hombrebueno
Autore Pierre Hombrebueno :: 12 Febbraio 2015

Da "Bella di giorno" di Luis Buñuel a "Il portiere di notte" di Liliana Cavani, passando per i film di Nagisa Oshima, Koji Wakamatsu e Jess Franco. Ecco una breve panoramica sui film sadomaso girati prima di "Cinquanta sfumature di grigio"

Bella di giorno

Arriva finalmente nelle sale italiane il tanto discusso Cinquanta sfumature di grigio, che promette una lunga trafila di scene bollenti tra sesso e sadomaso. Non è certamente la prima pellicola ad affrontare bondage e frustini: diversi autori, e certamente ben più importanti di Sam Taylor-Johnson, hanno già detto la loro in proposito, girando opere poi diventate cult o capolavori. Andando indietro fino agli anni '60, possiamo ad esempio citare uno dei più celebri film di Luis Buñuel, Belle de Jour (Bella di giorno), dove la bella Catherine Deneuve è pervasa da sogni erotici in cui si dà ai morbosi piaceri del sadomaso col marito.

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Entrata nell'immaginario comune è poi la Charlotte Rampling de Il portiere di notte di Liliana Cavani. Qui l'attrice veste i panni di un'ex ufficiale nazista che ritrova la sua vittima preferita qualche anno dopo la fine della guerra, riprendendo poi il loro torbido rapporto fatto di sottomissione e trasgressione. Particolarmente celebre è la scena dove la Rampling si dà ad un'esibizione canora coperta solo di cappello nazi e guanti di pelle.

Eppure, se dobbiamo tuffarci nel mondo perverso e magnetico delle pratiche sadomaso, di sicuro non esiste cinematografia più ricca e intrigante di quella giapponese. Il capolavoro più famoso è senz'altro Ecco l'impero dei sensi di Nagisa Oshima, ma vale sicuramente la pena vedere anche, tra gli altri, The Embryo Hunts in Secret del maestro Koji Wakamatsu, School of the Holy Beast di Yumi Takigawa, Flower and Snake di Masaru Konuma, Tokyo Decadence di Ryu Murakami e praticamente gran parte della filmografia di Hisayasu Sato.

Tra gli altri autori rinomati che si sono tuffati nel mondo BDSM, possiamo poi ricordare David Cronenberg (Crash, 1996), Pedro Almodovar (Legami!, 1989), Mario Bava (La frusta e il corpo, 1963), Bernardo Bertolucci (Ultimo tango a Parigi,1972), Rainer Werner Fassbinder (Le lacrime amare di Petra Von Kant, 1972), Michael Haneke (La pianista, 2001) e Pier Paolo Pasolini (Salò, 1975). Un posto a parte meriterebbe invece uno dei re dei b-movies, Jess Franco, che nel corso della sua lunga carriera, ha tratto ispirazione più e più volte dal Marchese De Sade in persona, facendo nascere pellicole come Marquis De Sade: Justine, Eugenie De Sade e Sadomania.

[Leggi anche: I film scandalo più impressionanti del terzo millennio tra sesso, violenza e droga]

Il trend non si è certamente affievolito in questi ultimi anni, e corda e frustini continuano a tornare regolarmente sui grandi schermi. Solo nel 2013, Lars Von Trier concepiva il suo Nymphomaniac, 2 volumi di esistenzialismo, sesso, dramma e brutalità con una Charlotte Gainsbourg martire e vittima sacrificale di se stessa.

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